Smantellamento di Scs, i rifondaroli spiegano i rapporti tra comune di Crema e Consorzio energia veneto

Smantellamento di Scs, i rifondaroli spiegano i rapporti tra comune di Crema e Consorzio energia veneto

In data 6 luglio 2016 il Consiglio Comunale di Crema, con la sola contrarietà dei due rappresentanti di Rifondazione Comunista, ha deliberato l’indennità dovuta dal comune a SCS Servizi Locali Srl in liquidazione, per la cessazione anticipata della gestione dei diversi servizi concessionari. Nell’occasione la consigliera comunale Lucia Piloni, ha reso pubblico il segreto di pulcinella, ossia la volontà di settori della maggioranza di affidare la gestione del servizio di pubblica illuminazione al Consorzio Energia Veneto, Consorzio che, nei mesi scorsi ha visto l’arresto di larga parte del suo gruppo dirigente per gravi reati come l’associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale.

Si direbbe la scoperta dell’acqua calda, che però ha messo in moto immediatamente il consigliere Antonio Agazzi che ha presentato una interpellanza e poi Sinistra Ecologia e Libertà, che risvegliandosi dal lungo letargo, oltre che dalla totale subalternità al PD, che ha permesso il percorso di smantellamento di SCS Servizi Locali e di privatizzazione (secondo la Bonaldi ,esternalizzazione) dei servizi pubblici, non ha trovato di meglio che attaccare Rifondazione Comunista per le gravi e infamanti allusioni. E’ necessario ricostruire i rapporti che sono intercorsi tra il comune di Crema e il CEV (Consorzio Energia Veneto). Il nostro comune dal 2008 ha una piccola partecipazione, lo 0,09 %, nel CEV, con un impegno fino al 31.12.2030, per un onere complessivo di euro 30.719,50.

Il CEV ci vende energia elettrica tramite la Global Power, una delle società finite nell’inchiesta delle fiamme gialle. La Giunta Comunale, con deliberazione n.288 del 5.09.2014, ha affidato al CEV l’incarico per la redazione del Piano Regolatore dell’illuminazione pubblica. Nella delibera si richiama la Global Power Service, azienda emanazione del CEV finita nello scandalo della truffa miliardaria scoperta dalla Guardia di Finanza che ha portato  alla denuncia di 11 persone e all’arresto di numerosi amministratori e dirigenti, oltre all’obbligo di dimora per personaggi come l’ex senatore del PD e consigliere del CEV Flavio Pertoldi. Tra gli indagati anche l’ex consigliere regionale Diego Bottacin, ex Margherita, poi PD, poi Scelta Civica, ora seguace di Tosi.

In data 15 settembre 2015 il Consiglio Comunale ha adottato il PRIC (Piano Regolatore di Illuminazione Pubblica Comunale). In data 9.11.2015 il Consiglio Comunale ha approvato la deliberazione avente ad oggetto “Servizio di Pubblica illuminazione – attuazione della seconda fase…”. Il 15 ottobre 2015 il Presidente dell’Autorità Anticorruzione, dr Raffaele Cantone, ha disposto la sospensione immediata del Consorzio CEV dall’iscrizione nell’elenco dei Soggetti Aggregatori di cui alla Delibera ANAC n.58 fino a conclusione della procedura di verifica dei presupposti per l’adozione di una possibile azione in via di autotutela per la rivalutazione dell’iscrizione del Consorzio nel suddetto elenco. Questo perché il CEV deteneva quote di partecipazione di alcune società private che partecipavano a gare nei comuni soci del CEV:

Inoltre, una nota della Guardia di Finanza del 29 settembre 2015 e gli esiti degli accertamenti svolti hanno fatto emergere la sussistenza di relazioni di tipo soggettivo tra gli organi amministrativi del CEV e quelli di società a prevalente capitale privato di sui il CEV detiene quote di partecipazione.Il 26 gennaio 2016 scoppia lo scandalo CEV, il 5 febbraio 2016 i consiglieri del Movimento 5 stelle presentano una interrogazione, nella quale, tra le altre cose, vengono formulate alcune domande:

Gli investimenti in essere, per il PRIC e le altre progettualità, sono compromessi o a rischio? Se si, quali e in che modo? Cosa intenderà fare il Comune nel caso e come intende procedere?

Nel caso del servizio di fornitura dell’energia elettrica, quali potrebbero essere i risvolti tecnici ed economici che ricadrebbero sul Comune? La perdita del servizio e l’affidamento ad un altro fornitore nel breve periodo è uno scenario plausibile?

Il Comune, in quanto socio del consorzio CEV, rischia di essere coinvolto direttamente nell’indagine? Il Comune è intenzionato, eventualmente in accordo con gli altri consorziati, a costituirsi parte lesa portando a giudizio il consorzio CEV? Ci poniamo alcune domande: il Comune di Crema dopo la disposizione dell’ANAC del 15 ottobre 2015 quali controlli ha operato sul CEV? Perché il Comune è rimasto come socio nel CEV , continuando a perseguire lo smantellamento di SCS Servizi Locali, ribadendo la volontà di mettere in gara la gestione del servizio di pubblica illuminazione?

Perché il sindaco Bonaldi non ha mai voluto prendere in considerazione la proposta di Rifondazione Comunista di reinternalizzare in comune il servizio di pubblica illuminazione? E’ ovvio per tutti, tranne che per SEL, che se il CEV non fosse finito nell’inchiesta della Guardia di Finanza, travolgendo i suoi amministratori e dirigenti accusati di associazione per delinquere, a seguito del percorso effettuato dal comune di Crema, oggi il CEV sarebbe il naturale candidato alla gestione del servizio di pubblica illuminazione. Se ciò non è accaduto, è solo grazie al dr Cantone e all’operazione della Guardia di Finanza.

 

Piergiuseppe Bettenzoli                                                     Andrea Serena

(segretario circolo PRC di Crema)                                  (segretario Federazione PRC)

Renato Stanghellini                                                             Lucia Piloni

(consigliere comunale)                                                    (consigliere comunale)

 

 

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