Soffocando, il delirante progetto elettro punk di Hunter Viniskia (quel pappagallaccio)

Soffocando, il delirante progetto elettro punk di Hunter Viniskia (quel pappagallaccio)

Hunter Viniskia ha fatto un disco. Si intitola “Soffocando” e sta su Soundcloud. Dentro ci sono tremila collaborazioni, che sospettiamo essere tutte fittizie personalità deviate dello stesso Viniskia, che a sua volta è la proiezione di un’altra personalità. Ci sono personaggi che ormai abbiamo imparato a conoscere su quell’altro blog che è una personalità deviata di Sussurrandom. Insomma un infinito gioco di specchi. Si perché tra le Garbage track, cioè i pezzi aggiunti alla fine che non si capisce da dove vengono c’è per esempio anche un “La, la, la” featuring Bruno Mattei, che si sa è la personalità deviata di chi scrive, e che già sarebbe sufficiente a invocare l’infermità mentale e a non scrivere una recensione di una cosa a cui forse hai partecipato, forse no, che cazzo ne so. Insomma c’è da perdersi a rincorrere Hunter Thompson o la mitologica Zia Carla.

Si ma la musica? Loro, i tanti Viniskia (pappagalli di sé stessi) la definiscono punk. Nello spirito in effetti lo è. Una completa anarchia sonora in cui non si capisce di preciso da dove emergano i suoni. Se dovessi mettere una pietra di paragone per cercare di partire in una esplorazione di questo disco direi che potrebbero essere una versione degli anni 2000 e rotti made in Città giocattolo dei Sigue Sigue Sputnik, ve lo ricordate quel collettivo anarcoide schizoide che negli anni 80 fece un piccolo successo con pezzi come “Love Missile F1-11” e “21st Century Boy”, elettronica e strumenti veri mischiati a testi deliranti e tracce pubblicitarie.

I testi deliranti qui sono pochi, appaiono in “Apparizioni” (mi si consenta il bisticcio semantico), il pezzo con la Zia Carla (mitica), in cui a Pino Delirio (altro personaggio deviante e deviato) a cui ad Ombrianello appare una madonna dotata di sirena blu. Siamo all’ottavo pezzo, poco prima del gran finale. E fino ad allora “Soffocando” ha offerto brani assurdi (a partire dai titoli: Fughetti, Cruiser, Drunking with HT…) che hanno allegramente mischiato new wave minchiate zappiane (ma senza tecnica) e alter cose varie raccolte dai bassifondi della peggior musica di Caracas.  Il disco si chiude con una sorta di solo di chitarra finto pompato e con “Mani tremanti”, le nostre presumo, dopo averlo sentito.

Poi le tre canzoni (!?!) aggiuntive che poco aggiungono (semanticamente e musicalmente). Non si capisce se Hunter abbia usato almeno uno strumento vero, se abbia usato qualche applicazione free per cellulare, se abbia copiato e messo in loop ritmi da discoteca anni ’90 dove finivano i Sigue Sigue e iniziavano a suonare gli Atari Teenage Riot in un calderone che neppure l’Egoista di via Diaz ha mai azzardato. In tutto sono 26 minuti e 56 secondi che farneticanti è dire poco.

Del tutto insensati senza uno straccio di direzione, di struttura melodica e mediatica. Per questo probabilmente ad oggi la cosa più fottutamente geniale uscita nella Città giocattolo fino ad oggi in questo 2018.

Emanuele Mandelli

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