Sono le 23, qualche riflessione su di noi in questa terra di nessuno

Sono le 23, qualche riflessione su di noi in questa terra di nessuno

Sono le 23 di questa domenica 25 giugno. Approfitto di questo breve momento di sospensione per fare delle considerazioni. Questa brutta e tesa campagna elettorale è finita, le urne sono chiuse e il risultato è lì dentro. Tra poco si saprà come va a finire e me ne tornerò in silenzio ancora per un po’. Credo che comunque vada scriverò l’ultima puntata del Trono di Crema, lo devo ai tanti che hanno seguito la saga per mesi, divertendosi con me, e a che si sono trovati privati della narrazione nelle ultime decisive settimane. Chissà chi andrà a palazzo tra la Regina Stefania I e l’Arciduca Enrico del Commercio, chissà cosa faranno del loro futuro l’Aiace Mimma con la sua truppa un po’ scorata e Sir Brave Carl di Scozia. Ci penserò. A luglio invece probabilmente annunceremo la composizione della Giunta Ombra di Sussurrandom. Ma non so ancora che forma avrà questo gioco nuovo.

La voglia di scrivere non mi è ancora del tutto tornata. Questa campagna elettorale che abbiamo cercato di vivere divertendoci e facendo divertire ad un certo punto si è trasformata in un terribile incubo (soprattutto per me personale). Che brutta questa campagna elettorale fatta di toni sempre più alti. Ritengo ancora che sia stata una decisione responsabile stoppare il sito sui temi della politica a parte qualche bella intervista di Stefano, è staccare tutto. L’aver provato a scherzare sul tema lo ritengo ancora una scelta sana, intelligente, ma si è dimostrata dannatamente difficile. Ed è difficile rimanere equilibrati, non commettere scivoloni, non esagerare, non lasciarsi sfuggire qualcosa. Lo rifarei? Si forse con maggiore attenzione ma lo rifarei. Adesso che il gioco è finito, le urne sono chiuse, le parole sono ininfluenti e non si sa ancora chi sarà il vincitore della tenzone è l’unico momento in cui questo pezzo personale può uscire senza nessun retroterra strumentale.

Quindi posso dire che mi spiace che sia andata così. Non era mia intenzione. Ma sono umano. Ho vissuto una profonda lacerazione interna e un profondo stato di autoanalisi che non ho ancora del tutto risolto. Chiunque governi questa città domani avrà ancora tra le palle Sussu. Di certo con una attenzione ai contenuti ancora maggiore. Come ho già detto adesso è estate. Per un paio di mesi proseguiremo a passo ridotto. A settembre si cercherà di tornare battaglieri. Intanto cercherò di fare pace con me stesso. E intanto spero anche che le tensioni in città sfumino, ripeto che sia Gialla o Fucsia. Poco importa. Basta che si chiuda questo capitolo.

Grazie invece alle decine di persone, conosciute e anche non conosciute personalmente, che in queste settimane mi hanno mostrato la loro stima e l’attaccamento al sito. Ho ricevuto attestati di stima commoventi da persone diversissime e di tutte le aree socio politiche della Città Giocattolo che vien quasi voglia di candidarsi nel 2022. In fondo avrò sfondato la soglia dei 50 anni. Sarebbe bello farla come l’ha fatta Stefano Torre a Piacenza, che ormai è mia città di adozione, nella maniera più sconclusionata e ironica del mondo e dall’interno. Roba da partire domani con la campagna elettorale.

Già la campagna elettorale. In queste ultime settimane mi ha fatto ricordare perché detesto il calcio. Perché alla fine tutto si riduce ad una battaglia tra fazioni tutta di pancia, una contrapposizione fatta di colpi bassi, voglia di soverchiare l’avversario, rivalsa solo per dire: ho vinto. Che mi viene in mente un monologo di Febbre da Cavallo. L’arringa finale di Gigi Proietti per dire chi è il giocatore:

“Chi gioca ai cavalli è un misto, un cocktail, un frullato de robba, un minorato, un incosciente, un regazzino, un dritto e un fregnone, un milionario pure se nun c’ha na lira e uno che nun c’ha na lire pure se è milionario. Un fanatico, un credulone, un buciardo, un pollo, è uno che passa sopra a tutto e sotto a tutto, è uno che ‘mpiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda, spera, rimore e tutto per poter dire: Ho vinto! E adesso v’ho fregato a tutti e mo’ beccate questa… tié!. Ecco chi è, ecco chi è il giocatore delle corse dei cavalli”.

Ecco anche se mi fa ridere, e riconosco la mia gioventù da Bukowski in sala corse, non vorrei mai essere così. Credo di essere diverso. Uno che non ha mai avuto timore a metterci la faccia di fronte a tutti. Invece in queste settimane ho avuto paura, di dire, di pensare, di ragionare. Ecco. Questo me che è riemerso non mi piace. Ma esiste e ci devo fare i conti. Ma non voglio entrare nella psicanalisi. Vi ho accompagnato per qualche minuto mentre attendiamo di sapere i primi dati dalle urne.

Ripeto vinca chi deve. Come azione situazionista abbiamo colorato il sito di giallo per un giorno, venerdì, senza parlare di politica. Avevamo anche appoggiato Mimma Aiello al primo turno. Anche questo lo rifarei, per la prima volta in 20 anni ho detto chi avrei votato. Va beh. Dicevo. Tra poco arrivano i risultati. Che domani sia Chicco Zucchi o Stefania Bonaldi sindaco di Crema io, Emanuele Mandelli, il mio alterego che scalpita per uscire, il buon Bruno Mattei che tanto avrebbe auto da dire in ste settimane, tutto il gruppo di questo strano blog fatto di gente di estrazione tanto diversa, gli auguriamo il più sincero buon lavoro. Ne avrà bisogno.

Emanuele Mandelli (e Bruno Mattei)

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