Sparliamo sul Serio, il lento, malinconico Decadimento Cremasco è davvero inarrestabile?

Sparliamo sul Serio, il lento, malinconico Decadimento Cremasco è davvero inarrestabile?

Secondo il giornalista scrittore dalla penna acuta Antonio Grassi (visitate il suo blog accessibile al sito www.laprovinciacr.it) il declino di Crema e del Cremasco parte da lontano e ha varie cause. Non si vive, secondo Grassi solo di tortelli, (io modestamente aggiungo pure di Festa Centrale Democratica di Ombrianello e di Tavole Cremasche) bertolina, carnevale (ma 4 domeniche di sfilate con carri allegorici non sono forse troppe? Non era meglio farne due in grande stile?  Mah) e soprattutto, sempre secondo il suo pensiero, dovremmo essere meno spocchiosi, più aperti alle novità e al cambiamento.

Personalmente condivido il Grassi pensiero e sottolineo, tanto per fare due esempi pratici, come, per quanto riguarda la movida notturna (settore importante snobbato, a torto, dalla politica da almeno dieci anni con un assessore, tempo fa che arrivò addirittura ad affermare che a Crema la movida non esisteva) e la gastronomia, città quali Lodi, Cremona (addirittura meno cara della nostra cittadina)  e Treviglio, un tempo località lontane anni luce dall’ eccellente, creativa  (anche oggi, per carità la qualità resiste, ma il movimento è statico) realtà autoctona, oggi siano nettamente dinanzi al Granducato (che fu) del Tortello. Se agli esempi poc’anzi citati aggiungiamo (semplifichiamo il tutto parlando di popcalcio) che la Pergolettese, per continuare a fare football in grande stile, di fatto quasi due estati fa ha finito col farsi acquistare dal Pizzighettone (altra felice realtà cremonese) beh capite che il quadro generale autoctono è sottotono.

Mentre quindi la politica nostrana, probabilmente per guadagnare spazio sui giornali le spara grosse su argomenti (Foibe, Tav) che nulla riguardano la buona amministrazione civica, il Decadimento Cremasco ahimè avanza inesorabile. Ci salvi chi può. In fondo nulla è perduto e le ginestre (il progetto  for Expo “Made in Crema”, la tenacia del consigliere regionale Agostino Alloni, il Cremasco dell’Anno Renato Ancorotti con le sue strategie industriali, il dottor Umberto Cabini alla guida di Conindustria, la “Timidina” dell’architetto Marco Ermentini, la freschezza dei politici Ardigò, Bergamaschi e Agazzi, l’attività degli scrittori di casa nostra e tante altre ginestre ancora) in questo deserto sul Serio ci sono. Chi le noterà, cogliendole, dando a questi messaggi – messaggeri di speranza il giusto risalto?

Stefano Mauri

Cronologia

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