Sparliamo sul Serio, successo della Grande Bellezza Nostrana al Vinitaly

Sparliamo sul Serio, successo della Grande Bellezza Nostrana al Vinitaly

La variegata Bassa Cremonese, Crema e hinterland, vocazionalmente, anche se in passato nei pressi di Trescore Cremasco si vinificava e l’Istituto Tecnico Agrario Stanga in quel di Castelleone prova a fare vino, pur essendo prevalentemente terre agresti, sicuramente non sono zone consacrate alle viticoltura, eppure al recente Vinitaly (importantissima fiera dell’enologia mondiale) conclusosi, mercoledì scorso in quel di Verona, il dialetto nostrano si è comunque ritagliato un ruolo da attore protagonista.

Operatori commerciali del calibro, tra i tanti avvistati all’appuntamento importante veronese, di Mario, Dino e Dennis Barbieri (eccellente famiglia di…vina), la travel designer Cinzia Berticelli (alla costante ricerca di nuovi itinerari enogastronomici), importatori di vini georgiani quali Nicola Finotto e Filippo Bonaventura, il sommelier e barman Maurizio Ercolani, il barman sperimentatore Marco Pistone la splendida ragazza Astoria Wines ufficiale al Giro d’Italia 2014 Cristina Curut (sensualbellezza dell’Est ma cremonese d‘adozione), il macellaio creativo Andrea Amici (futuro Delegato Ais di Cremona, Crema e Lodi?), le sorelle Nicol e Mascia Sonzogni questi (e molti altri) gli operatori nostrani intercettati al Vinitaly.

Tra i fiumi Po, Adda, Oglio e Serio, quello enogastronomico, dal punto di vista finanziario è un settore strategico da tutelare e salvaguardare in tempi di crisi come questi e in prospettiva Expo 2015. Ecco considerando che siamo in recessione, le istituzioni locali (regioni, comuni), per sostenere la ristorazione e la movida possono adottare qualche attenzione ad hoc? Mah, proviamo a proporre qualcosa.

Calcolare e quantificare l’imposta dei rifiuti sui residui effettivamente prodotti dai singoli bar e ristoranti, premiare con sgravi e finanziamenti speciali chi si adopera per creare la cultura responsabile del bere con moderazione e consapevole, salvaguardare (attuando tasse calmierate) quei ristoranti ed esercizi che partono da zero oppure quelli che fanno dell’Eccellenza una ragion di vita e, infine, sburocratizzare il più possibile la vita degli operatori enogastronomici di qualità. Senza pretesa abbiamo umilmente provato a smuovere le acque: il Vinitaly 2014 è andato in archivio nel migliore dei modi aprendo nuovi orizzonti, la Grande Bellezza autoctona ha risposto presente all’appello, palla al centro e correre!

 

Stefano Mauri

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