Stanno fermando la musica? Sembra di sì e la versione On Line del quotidiano Il Cittadino di Lodi lancia l’allarme. Ecco, a tal proposito, il parere di Andrea Spinelli: cantautore cremasco e organizzatore di eventi

 

Spiegone semplice semplice diviso in punti.

1 – 120€ di SIAE più 150/200€ di service audio più costo della band più cibo e beveraggio band e fonico.
2 – Leggi stringenti su orari, zonizzazione acustica con livelli incomprensibili, tipo 65 db cioè il rumore di due persone che parlano vicino o di una strada poco trafficata.
A fronte di questi due punti l’incasso del locale dev’essere almeno di 1000€ per andare a pari, i musicisti dovrebbero suonare per 50/70€ a testa tenendo conto delle loro spese che sono: corde, pelli della batteria, sala prove, viaggio.

Dall’altra parte c’è una crescita esponenziale delle feste negli oratori dove la situazione è questa.
1- Prezzi Siae super agevolati
2- Il fonico di solito è Ammiocuggino
3- Nessun personale da pagare perché sono tutti volontari
4- Agevolazioni sull’acquisto del cibo e beveraggio (che poi vi danno sempre la birra piscio)
5- I volontari non sanno nemmeno cos’è il corso HACCP
6-Ingenti donazioni dalle banche e altri enti che se doni all’oratorio sei bravo e vai in paradiso.
7- Innumerevoli sponsor

Quindi eccoci giunti alle conclusioni, cosa succederà nei prossimi anni?

1- Chiudono la maggior parte dei locali
2- Vie del centro deserte nel weekend dalle 22:00
3- Bar presi in gestione solo da cinesi che alle 19:00 chiudono perché hanno già incassato abbastanza con vendita di tabacchi e vino da 1,50€ al litro alla spina. Attenzione, il bar viene acquisito solo se su strada e con parcheggio di fronte perché sanno bene cosa vogliono.
4- Dove il locale non viene rilevato sorgeranno distributori automatici quindi meno presidio, aumento dei maranza e spaccini.

In breve:
Meno locali, meno gente in giro, meno soldi, meno giro economico ma soprattutto meno cultura.
Più macchinette, più bar di cinesi, più maranza, più micro criminalità.

Ecco come muoiono le città.

Ps. Le prossime vittime di questo sistema saranno i festival (o forse lo sono già, vedi Filagosto)!

stefano mauri

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