Stefano Scolari: Il telefono non squilla più e così l’Antica Osteria è in ferie

Stefano Scolari: Il telefono non squilla più e così l’Antica Osteria è in ferie

Bella persona, ma soprattutto cuoco appassionato: conservatore il giusto e … libero Revisionista di piatti della tradizione gastronomica lombarda, Stefano Scolari è il patron dell’Antica Osteria del Cerreto di (appunto) Abbadia del Cerreto, meraviglioso paesino agreste a cavallo tra il Granducato del Tortello e quello della Raspadura Lodigiana. Ah … come si mangia bene dallo Stefano, peccato che … ehm, causa diciamo emergenza sanitaria, spontaneamente, su decisione dello stesso proprietario, attualmente l’Antica Osteria del Cerreto è in ferie. E noi col bravissimo figli d’arte, volentieri siamo tornati a scambiare quattro chiacchiere.

Quindi hai deciso di chiudere di tua spontanea iniziativa?

Esce poca gente la sera causa la psicosi di un eventuale contagio da coronavirus, quindi sono stato costretto, mio malgrado e per la tranquillità di tutti, a chiudere i battenti fino a venerdì 6 marzo. Pensa che mediamente per prenotazioni o informazioni ricevevo come minimo 50 telefonate al giorno. Ora il telefono purtroppo non squilla più.

Confidi in una mano dalle istituzioni?

Mah non so, noi poi siamo nella cosiddetta “Zona Gialla”, per intenderci non siamo isolati in quarantena. Ricevere sostegno dallo stato o dalla regione comunque non guasterebbe anche perché sarà dura uscire dal guado e tornare alla normalità.

Parliamo di cose belle: sabato sera ho cenato da voi e ho provato due chicche.

Se non sbaglio hai assaggiato le Tagliatelle ai funghi porcini con mascarpone e le Mezzelune all’arrosto di vitello.

Esatto … immagino la pasta sia fresca e fatta in casa.

Esattamente.

Nella tua fornitissima carta dei vini si trovano anche bottiglie della cantina “Nettare dei Santi” di San Colombano al Lambro, vino fatto a pochi chilometri dalle nostre parti…

La famiglia Riccardi lavora benissimo e interagisco, magnificamente, con loro da una vita. E mi trovo benissimo

Confermo io ho degustato una superlativa, con eccezionale rapporto qualità prezzo, bottiglia di Franco Riccardi Riserva. A proposito, l’essere inserito nei ristoranti del Buon Ricordo ti ha portato clienti da tutta Italia poi?

Risposta affermativa, prima della crisi da coronavirus ricevevo consensi da ogni dove.

Ma in cosa consiste questa annessione?

L’Unione Ristoranti del Buon Ricordo promette da oltre mezzo secolo un viaggio tra i sapori e i colori della cucina italiana. Le insegne racchiuse sotto il suo marchio, distribuite dal Nord al Sud dell’Italia, estero compreso, rappresentano la migliore espressione della cucina regionale italiana e disegnano la mappa della gastronomia e dell’ospitalità Made in Italy.
Chi si associa si assume l’impegno di praticare una linea di cucina tipica del suo territorio d’appartenenza e di tenere sempre in carta, tutti i giorni dell’anno, “una specialità” tipicissima. Ergo, ciascun Ristorante del Buon Ricordo crea praticamente un piatto che racchiude e rappresenta al meglio i sapori della sua terra e diventa il simbolo del locale. La specialità rimane in carta tutto l’anno ed è raffigurata su un piatto di ceramica, opera che viene data in dono a chi degusta il Menu del Buon Ricordo.

E qual è il “Piatto del Buon Ricordo” di Stefano Scolari?

La Lombata di coniglio con pancetta, olive e Balseto Laudense, l’aceto di Lodi.

Mah … per caso voi lodigiani avete addirittura un aceto tutto vostro?

Non ci facciamo mancare nulla, si tratta sostanzialmente di un condimento dal delicato gusto dolce-acidulo nato da una antica ricetta lodigiana, sapiente fusione di aceto di vino e mosto crudo di uve Trebbiano.

stefano mauri

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