Stop al cremonacentrismo, molliamoli a loro stessi e andiamocene con Lodi, Treviglio, l’Adda, il Serio… andiamocene insomma

Stop al cremonacentrismo, molliamoli a loro stessi e andiamocene con Lodi, Treviglio, l’Adda, il Serio… andiamocene insomma

Ho lavorato per tanti anni nella redazione cremasca di un quotidiano che aveva la sede a Cremona. Alla sera, verso le 18, il direttore telefonava alla redazione di Crema e faceva sempre la stessa domanda: “cosa abbiamo?”. Lo faceva per raccogliere le informazioni per la composizione della prima pagina, la vetrina del giornale.

E’ morto il vescovo, si è schiantato un banchiere truffaldino, hanno arrestato un presunto terrorista, un medico ha ammazzato amante e figlia illegittima, centri sociali e antagonisti di destra hanno messo a ferro e fuoco la città con un corteo”, e mille altre cose in crescendo in stile risposta di John Belushi nel finale di Blues Brothers. Dall’altra parte della cornetta, con inflessione stanca, la risposta era sempre: “altro?”.

Poi metteva giù e il giorno dopo trovavi la mirabolante notizia che magari era finita anche sui nazionali come piede o spalla all’incredibile notizia di Cremona sulla dichiarazione lievemente polemica fatta da un agricoltore in qualche convegno, sulla cazzo di pensilina di piazza Stradivari, sul senso unico invertito.

I cremonesi ci stanno sul cazzo, si sa, è un dato di fatto. La cosa tra parentesi è reciproca. Grazie anche questo si sa. Questo è solo un esempio di una sindrome che sta tutta in un neologismo che ho sempre usato a piene mani: cremonacentrico. Crema da sempre è un appendice fastidiosa, con quella cazzo di spocchia milanese sotto il naso da città che vorrebbe stare alla pari con Cremona. Molto meglio Casalmaggiore, così rurale, con i suoi 15 mila abitanti (Pandino per dire ne ha 9 mila) merita nell’economia provinciale la stessa dignità di Crema.

La provincia di Cremona fa circa 360 mila abitanti. Nel cremasco abitano circa 150 mila persone, circa 40 mila fanno parte del casalasco, il cremonese quindi conta circa 170 mila abitanti. Crema e Cremona quindi territorialmente si equivalgono. Economicamente no. Produce molto di più il cremasco. Ho dei dati? In rete se ne trovano frammentari.

Ve ne riporto uno che è facilmente verificabile. La classifica del Sole 24 Ore che riporta tutti gli oltre 8 mila comuni italiani per reddito imponibile medio pro-capite dichiarato nel 2014. Crema è al 189 posto e Cremona al 252 posto.

classifica

Crema con Cremona? Non è un dogma, titolo a 6 colonne a pagina 23 de La Provincia del 6 aprile. Riporta le impressioni di un incontro organizzato da Il Cittadino di Lodi a cui ha partecipato il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni. Si perché dobbiamo in questo discorso sulle aree vaste, omogenee, omogenizzate, pensare di seguire Cremona a Mantova? Cremonacentrici, appunto.

sm2Sgb8V

 

In un articolo di Cremaoggi del 23 marzo si titola: Crema guarda Lodi ma Malvezzi non è d’accordo.

Il Cremasco guarda verso Lodi, ma Malvezzi non è d’accordo

A parte la vastità del chi se ne frega se Malvezzi non è d’accordo con sta cosa che ci viene di dire, Malvezzi non è d’accordo perché, lo dice il pezzo stesso, “Malvezzi non trascura l’importanza del contributo cremasco al Pil territoriale”, eggià. Eccolo li.

Sotto il pezzo prima citato de La Provincia c’è un box che riporta dell’intervento del sindaco Stefania Bonaldi allo stesso incontro con Maroni su citato. Titolo: Area vasta dell’Adda, naturale e realistico. Rispondendo alla proposta provocazione di andare verso Bergamo dell’ex sindaco di Madignano Virginio Venturelli pubblicata da Sussurrandom qualche settimana or sono il filosofo Tiziano Guerini diceva che ci sarebbe già il nome: Area vasta del Serio.

Comunque sia Adda, Serio, Lodi, Treviglio… Qualsiasi soluzione sarebbe migliore di stare ancora con Cremona che da centinaia di anni ci succhia le ossa e pure in maniera superiore. Tenendosi per se presidenze e cda degli organi provinciali, portandosi a casa i servizi come il tribunale (salvo poi non farlo funzionare).

Non ci somiglia in nulla. Nel dialetto, nella mentalità, nell’architettura. Abbiamo il Leone di San Marco sul Torrazzo a ricordarci che anche culturalmente e socialmente abbiamo storie diverse. Perché accettare supini un’altra volta il cremonacentrismo? Andiamocene e lasciamoli soli a reggere il moccolo. Abbiamo un’occasione più unica che rara per farlo. Anche i nostri politici sono d’accordo, quasi tutti, pure quelli del Pd che di solito stanno con i colleghi cremonesi.

Ah gli amici de L’altra Crema, scriveremo presto di loro, ci segnalano un loro approfindimento QUI

Emanuele Mandelli

(Visited 113 times, 30 visits today)