Superbia: centinaia di palloncini in diverse città italiane per l’uscita del singolo Non è cosa mia

Superbia: centinaia di palloncini in diverse città italiane per l’uscita del singolo Non è cosa mia

I Superbia appendono centinaia di palloncini in diverse città d’Italia in occasione  dell’uscita del loro nuovo singolo “Non è cosa mia” in radio e nei digital store da venerdì 24 marzo. Partono dalla loro città natale – Caserta – e passano per Napoli, Roma, Bologna, Torino e Milano: è un atto di protesta pacifica per dare voce alle paure della loro generazione Z.

Il simbolo del palloncino, ricorrente in tutti i Visuals realizzati per il brano, è una  metafora della speranza, ma proposta in una chiave più disillusa: “Un palloncino  non è sufficiente a sostenere il peso di una persona che ingenuamente vi si affida per spiccare il volo, proprio come la speranza è l’unica cosa a cui la nostra generazione può appigliarsi, ma che ovviamente non basta a risolvere i problemi reali che ci troviamo ad affrontare e i pesi che gravano sulle nostre  spalle”, fa sapere la band.

Il nuovo brano, pubblicato con Gotham Dischi, presenta sonorità elettroniche, dei  vocals prettamente pop e in particolare parla del conflitto tra la voglia di  inseguire i propri sogni e la paura di fare un “salto con gli occhi serrati”, metafora dell’incertezza che ogni adolescente prova nel passaggio alla vita  adulta.

Quando Lou nel ritornello afferma che “non è più cosa mia vivere dentro ‘sta  città, sai voglio cambiare vita, farla come dico io” parla di un desiderio concreto  di prendere una distanza fisica dal luogo di nascita, ma che è anche sintomo  della necessità di prendere una distanza emotiva dal nucleo familiare e dalla  sicurezza della propria “casa”. Dall’altra parte, in contrapposizione al desiderio di libertà, nella sua strofa Mezza dà voce a paure e incertezze che la generazione Z si trova a vivere in maniera particolarmente intensa anche a causa del complicato periodo  storico; basti pensare che in media in Italia i giovani vanno a vivere da soli a  circa 30 anni.

I vocals sono sostenuti da una base con sonorità house/EDM realizzata da Giupo durante la quarantena. A causa della distanza fisica era molto più difficile realizzare una base strumentale. Lo stile elettronico quindi è nato da una necessità per poi rivelarsi una piacevolissima scoperta. I Superbia non lo hanno più abbandonato nemmeno quando si è tornati alla “nuova normalità” che permetteva di lavorare fisicamente insieme.

La produzione di Itsmemario presso gli studi di Gotham Dischi infine ha dato  una forma ancora più professionale al nuovo singolo che tenta quindi di portare  nell’attuale panorama musicale un sound pop-elettronico e un messaggio rivolto ai ragazzi e ragazze che si trovano ad affrontare gli stessi problemi di cui i Superbia parlano in “Non è cosa mia”, nella speranza di normalizzare tali paure  e di sentirci tutti meno soli.

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