Dopo tre anni di fermo successivi alla pubblicazione di “Sto facendo la hit”, brano che aveva segnato una deviazione netta, estiva e volutamente spiazzante rispetto al suo percorso precedente, il rapper milanese Tramo torna con “Piombo”, una traccia che riporta il discorso su coordinate più dure, frontali e dichiaratamente conflittuali.

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Prodotto da Garelli, “Piombo” è un rientro in pieno stile, ma soprattutto è un pezzo che usa il linguaggio del dissing e della sfida per parlare di credibilità nel rap. Dentro il brano c’è la voglia di rivalsa maturata in questi anni, c’è la decisione di chiudere con ogni tono interlocutorio, e c’è una critica diretta alla scena rap italiana attuale, letta come un sistema spesso più attento alla superficie, alla replica continua di codici già consumati e all’esibizione che alla scrittura, all’incisività delle barre, al valore reale di ciò che viene detto.

Non è un caso che “Piombo” arrivi dopo un’interruzione lunga. Quel vuoto, anziché essere aggirato, viene assunto fino in fondo e trasformato nel punto da cui ripartire. Tramo lo usa come innesco, un punto di rilancio per rimettere a fuoco il proprio posto nel rap-game con un messaggio chiarissimo: il tempo del gioco è finito. Adesso si fa sul serio.

La canzone procede come un corpo a corpo, marcando un confine, respingendo l’omologazione e riaffermando una presenza che non intende confondersi con il resto. Il lessico è esplicito, il tono è agonistico, l’impianto lirico unisce punchline, attitudine battagliera e una precisa volontà di demarcazione. “Piombo” è un banger perentorio, compatto, e da tale non chiede né attende legittimazione, ma la conquista sul campo. E nel farlo riattiva uno dei nuclei originari del rap: il conflitto come strumento di riconoscimento, la parola come terreno in cui si misura la differenza tra chi occupa una scena e chi riesce a sostenerne davvero il livello.

A rendere il pezzo incisivo non è soltanto la sfrontatezza del dettato, ma il fatto che questa spinta, questa insolenza, non suoni gratuita e trovi ragione nella traiettoria stessa del testo. In “Piombo” l’attacco alla scena non viene impiegato come semplice provocazione e non si riduce a una polemica: è la forma scelta per rivendicare una collocazione precisa dopo anni di stop, cambi di traiettoria e frizioni con il sistema. “Piombo” riporta Tramo dentro il rap-game con una collocazione chiara: meno compiacente, meno accomodante, più identitaria.

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