Trono di Crema, quando Stefania I e Fabius il giovane erano allievi del Senatore Della Risaia

Trono di Crema, quando Stefania I e Fabius il giovane erano allievi del Senatore Della Risaia

Gaio Plinio Fabius secondo, detto Fabius il giovane rifletteva. Lui, così come la regina Stefania I erano entrambe stati allievi di Giovan dalla Risaia. Era una storia di due lustri prima quando entrambe sconosciuti erano stati presi a bottega dal vecchio senatore che era tornato in città per diventarne regnante. “Estote parati”, gli diceva sempre, “state preparati”. E loro Fabius il giovane e Stefania I preparati lo erano stati anche troppo. Fallito il progetto del senatore Giovan della Risaia di diventare regnante si era eclissato dalla vita della città. Ma adesso, 10 anni dopo, tornava con un gruppo di bravi raccattati chissà dove e da ogni dove. Per settimane il Senatore aveva confuso le acque promettendo e non promettendo di scendere in guerra. La tenzone si avvicinava. Gli eserciti erano schierati alle porte della città. I gialli della regina Stefania I, i rosa dell’arciduca Enrico del Commercio, i rossi di Mimma l’Aiace, i bravi dalle 5 lune di Sir Brave Carl di Scozia e si sapeva anche dei bianchi del Grosso (ma nessuno li aveva mai visti, parevano una sola leggenda).

In questo panorama il Senatore aveva a lungo fatto intendere che avrebbe appoggiato qualcuno, poi che sarebbe andato da solo. Adesso invece faceva sapere che aveva una squadriglia da guerriglia. E fabius era preoccupato. Temeva che l’unico obiettivo di Giovan dalla Risaia fosse quello di screditare lui e la regina Stefania I. Guardava quel vecchio quadro che li ritraeva assieme. Giovann che pontificava, lui assorto e attento e la regina già distratta. E lei Stefania I non prestava grande attenzione a Giovann.. Ma lui fabius si. Si aspettava qualche colpo di mano.

Decise che si sarebbe consultato con Ponzio Pilone, ora che era rientrato dalle esercitazioni con gli uomini del Dosso, che avevano per ora avuto la meglio sui 38, il gruppo di contadini fuori dalle mura che aveva tentato di assaltarli. Forsa Ponzio gli avrebbe consigliato come eliminare il Senatore definitivamente dalla scena. La regina Stefania I in realtà era più preoccupata da Mimma L’Aiace. Per questo gli aveva scatenato contro Emmaus Lo Zelante e la sua squadra. “Tenetela occupata con tutti i mezzi che potete”, aveva intimato. Temeva soprattutto che in qualche modo facesse squadra con l’Arciduca Enrico.

L’Arciduca dal canto suo si stava divertendo un mondo. Aveva iniziato a seguire come un ombra il cardinale Gian Giacomo dall’Emilia, che in realtà si chiedeva chi fosse quel giovanotto grande e grosso che continuava ad apparire alle sue udienze. L’Arciduca sperava così di liberarsi di Papa Agazio X che era sempre più debole e pareva soccombere al volere dei suoi cardinali, tra cui Gian Giacomo. Ma da qualche giorno in città non si vedeva più il Ruggente Caracollante, l’intrepido scribano con poteri divinatori.

il menestrello Bruno Mattei

 

Trono la saga

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