Tutti i dubbi dei sindaci sulle novità riguardanti la scuola cremasca

Tutti i dubbi dei sindaci sulle novità riguardanti la scuola cremasca

I sindaci del Cremasco che siedono in Consiglio provinciale con i Colleghi dell’area omogenea cremasca e l’assessore all’Istruzione del Comune di Crema EVIDENZIANO quanto segue

1) Non esiste un obbligo di operare i dimensionamenti negli ambiti scolastici territoriali (possono rimanere scuole “a scavalco” fra Crema e Cremona) ne’ alcun termine perentorio entro cui deliberare, nel caso in discussione  ci si riferisce a modifiche che decorreranno dall’anno scolastico 2017/2018. Non ci sono quindi né obbligo né urgenza alcuna di decidere ora, in fretta e in qualche modo.

2) Laddove si decida di intervenire sugli ambiti scolastici territoriali mettendo mano alla attuale situazione, occorre allora perseguire una offerta formativa autonoma e indipendente nel Cremasco, come nel Cremonese. Ciò  per ragioni di funzionalità, gestione, prossimità, efficienza delle scuole, con le dirigenze sui territori dove insistono i plessi scolastici e non a 40 km di distanza.

3) Se si vuole metter mano al Liceo artistico Munari e all’Istituto Marazzi, dividendo la sede Cremasca da quella Cremonese, con lo scopo di mettere in salvaguardia la scuola di liuteria cremonese dello Stradivari accorpandola alla porzione cremonese del Munari, lo stesso criterio si deve applicare anche all’istituto Stanga.

4) Accorpare le “porzioni” cremasche di Munari e Marazzi non risponde ad alcun criterio di omogeneità e coerenza, e’ uno spezzatino senza senso che risponde solo alla logica della urgenza e della superficialità con cui si è voluto affrontare questo argomento.

5) Il presidente Vezzini e i restanti consiglieri provinciali schierati con lui giovedì sera hanno scelto di andare fino in fondo nella votazione, senza cercare il consenso e una mediazione con i rappresentati del Cremasco, i quali sono stati costretti  a fare mancare il quorum per bloccare l’adozione della delibera, che sarebbe passata con 7 voti a favore e 5 contro (mentre il numero legale deve essere di almeno 8 consiglieri in aula).

6) Speravamo fosse un incidente di percorso che potesse essere superato presto, ma il presidente ha immediatamente riconvocato il consiglio per lunedì 30 con la medesima proposta e mercoledì 1 giugno in seconda convocazione.  Questo significa che, incassato un altro inciampo sul numero legale lunedì (come potremmo ritrattare se non c’è stata la minima apertura alle nostre istanze?) il Presidente Vezzini intende insistere su questa proposta facendola poi votare in seconda convocazione mercoledì quando gli sarà sufficiente la presenza di 5 consiglieri.

7) Riteniamo inaccettabile, provocatorio e irresponsabile questo modo di agire di un Presidente della Provincia che tre giorni prima della sua scadenza (il suo mandato si conclude il 5 giugno) si rende responsabile di un tale atto di arroganza e di un simile schiaffo a una parte così rilevante del suo territorio. Comportamento che  contraddice in maniera spudorata il dibattito in corso sull’Area vasta e  che vede la parte cremonese inneggiare all’unità della provincia. Ora ci si chiede come sia possibile sostenere l’unità  della Provincia, quando alla prima prova per dimostrare questa unità, si vuole scientemente umiliare quella parte del territorio che aspira a guardare ad alleanze diverse e nuovi confini, rispetto a quelli attuali della provincia, anche staccandosi da Cremona.

8) Viene anche da chiedersi a chi giovi questo comportamento. Vezzini ha promesso a qualcuno di mantenere l’integrità dell’istituto Stanga, anche a costo di generare nel Cremasco un ibrido come l’accoppiata Munari – Marazzi e una frattura fra territori?  Lo dica chiaramente e si assuma ogni responsabilità,  senza dimenticare che lui, nel ruolo di presidente della Provincia, avrebbe avuto il compito di ricucire le posizioni divergenti e che invece con un comportamento immaturo e irresponsabile ha contribuito ad acuire. Tanto lui se ne va fra cinque giorni. Incredibile.

9) Se Vezzini vuole testare la capacità dei sindaci dell’Area omogenea di affrontare uno scontro, tanto assurdo quanto  ingiustificato, sappia che troverà una risposta adeguata. Soprattutto sappia che saranno messe in atto tutte quelle azioni disponibili , nessuna esclusa,  per respingere il sopruso e difendere la dignità del  territorio cremasco.  Dignità offesa e calpestata dal suo comportamento espresso come presidente della Provincia.

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