Umberto Cabini: “Puntare su arte, “Ex Stalloni” cultura, giovani e … mecenatismo”

Umberto Cabini: “Puntare su arte, “Ex Stalloni” cultura, giovani e … mecenatismo”

Imprenditore, esteta, esperto ed appassionato d’arte, mecenate, organizzatore di eventi, persona impegnata: questo e tanto altro ancora è il dottor Umberto Cabini.

Reduce dallo straordinario effetto ottenuto dalle statue del Maestro Marco Cornini ospitate, per tre mesi a Soncino, con Cabini, volentieri e nuovamente siamo tornati a scambiare quattro chiacchiere.

La kermesse artistica soncinese che ha caratterizzato l’estate autoctona e ti ha visto protagonista, nelle vesti di sponsor e promotore, trionfalmente si è conclusa nei giorni scorsi…

Ha lasciato e lascerà un bel segno l’esposizione delle statue del Cornini ospitata, fino allo scorso 28 agosto, tra il Castello e la Filanda soncinesi. Si è trattato di una mostra impegnativa sotto vari punti di vista, ma le 2500 presenze e, soprattutto il fatto che se ne è parlato, se ne parla e se ne parlerà ancora, ecco rappresentano una grossa soddisfazione. E pure Marco Cornini, artista completo e capacissimo è felice. Lo conosco da tanto tempo, lo apprezzo e mi ricorda Arturo Martini. In pratica a Soncino, Marco ha esposto gran parte della sua produzione artistica sin qui realizzata. Si è insomma trattato di una raccolta antologica illuminante. Come diceva George Braque:  “L’arte sconvolge, la scienza rassicura”. E …  le sculture straordinarie del Cornini sanno provocare artisticamente toccando le corde giuste.

Il cosiddetto “Metodo Cabini” (eventi artistici organizzati in luoghi mirati e messi a disposizione, quindi pop, della gente e degli appassionati, ndr) nel fantastico Borgo Soncinese ha trovato fertile ospitalità. Può essere esportato altrove?

Sì a Soncino, luogo particolarissimo, ben supportato dall’amministrazione comunale, mi trovo bene. Del resto Piero Manzoni, geniale artista provocatore, originario proprio della cittadina sul fiume Oglio, qualcosa di artistico ha trasmesso al già di suo meraviglioso Borgo. O no? E la Filanda, incantevole ex capannone industriale recuperato e la vicinissima Rocca ecco rappresentano uno spaccato affascinante. Detto questo tutto è possibile e … dopo aver individuato scorci accoglienti e degni d’ispirazione, prima negli spazi annessi al teatro cremasco San Domenico, poi nella cittadina soncinese, magari mi verrà l’ispirazione di fare qualcosina altrove.

A Crema, la tua città,  dal punto di vista artistico non potresti tornare a fare qualcosa?

Premetto che per proporre qualcosa che rimanga e detti la linea occorre individuare un genere, un filone e poi dare continuità al tutto. Penso in tal senso  a quanto fatto quasi 30 anni fa, proprio in terra cemasca, col percorso del Novecento. Per quanto riguarda il resto, non per ripetermi ma ritengo la struttura del Centro incremento ippico sul Mercato Coperto, gli ex “Stalloni” per intenderci, una risorsa sulla quale ragionare per ospitare, o meglio impostare  in futuro, dopo studi, accorgimenti e valutazioni ad hoc, appuntamenti a base di arte e cultura. No?

Hai un sogno nel cassetto?

Tutti gli anni l’Accademia di Brera sforna tantissimi giovani artisti o potenziali tali, ma in realtà in pochi poi sfondano veramente. Ecco ritengo valga la pena sostenere e aiutare i ragazzi di oggi. Pure impegnarsi a sostenere lo sport (l’Icas del dottor Cabini sponsorizza il Crema Fbc in Prima Categoria, ndr) è cosa buona e giusta. Eh sì, fammelo dire, sarebbe bello se altri imprenditori scendessero in campo per lasciare un’impronta e sostenere una causa cremasca di pubblica utilità o comunque degna di nota. Il mecenatismo, come i nobili d’un tempo facevano per le realtà nelle quali vivevano, è una cosa nobile da riscoprire.

Stefano Mauri

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