Un comunicato di Bordo mi fa scoprire l’esistenza di Sinistra Italiana, mi ero distratto… scusate

Un comunicato di Bordo mi fa scoprire l’esistenza di Sinistra Italiana, mi ero distratto… scusate

Ma porca miseria a sinistra è sempre così. Ti distrai un momento e cambiano le carte in tavola. Succede che in posta ci arriva un comunicato di Franco Bordo, che da qualche anno a questa parte viene etichettato come deputato cremasco di Sel… quello è. Ma il comunicato, una cosa sulle autostrade e le ferrovie ma poco attinente al cremasco che non avremmo messo, è firmato: Franco Bordo Sinistra Italiana.

Sinistra Italiana? Vai subito di googolata. Wikipedia ci spiega che Sinistra Italiana è un gruppo parlamentare nato nel novembre del 2015 che riunisce 31 parlamentari di Sel, Pd e Movimento 5 Stelle e che ha un consulente economico il cui nome risulta essere: Joseph Stiglitz, ma si il premio Nobel che è citato su Facebook più di Jim Morrison e Bob Marley messi assieme, già collaboratore di Podemos, partito Laburista e vicino a Syriza.

Sempre Wikipedia bolla la voce come: potrebbe soffrire di recentismo. E se lo dice wiki. Madonna santa e sì che leggo il giornale tutte le mattine. Eppure Sinistra Italiana proprio non l’avevo visto. Si sa che a sinistra sono bravi a comunicare e a formare formazioni dai nomi astrusi e altisonanti che poi alle elezioni mettono assieme seimila realtà e prendono percentuali da prefissi telefonici.

Indago. Ah, ma hanno fatto una cosa negli stessi giorni in cui Civati presentava Possibile, niente gli italiani devono sempre tradurre… da yes we can e podemos.. e mi sa che avevo messo insieme le due cose credendo che fossero una sola. Dice che a febbraio, adesso, fanno un nuovo partito. Se ne sentiva il bisogno di un nuovo partito di sinistra.

Va beh mi ero distratto un attimo. Dai non prendetevela con me. Allora uno ha un bel logo viola (viola?!?!?!) con la scritta possibile e un = (uguale) come simbolo. L’altro manco il classico tondo, per ora, logo arancio di sbieco e scritta sinistra italiana. Non ci sono più neppure i bei loghi di una volta. Colori decisi, virili, forti. Simboli incrollabili: falci e martelli, scudi crociati, fiamme tricolore, bandierine italiane e soli nascenti.

Questa nostalgia da pentapartito immutabile e immutato che era sempre quello. Dai Pietro Longo? Antonio Carniglia? Ma ce li vedete con il simbolo sbarazzino che cambia ad ogni elezione? Ma no.. Doppiopetto di grisaglia e biglietto da visita stampato nel 1965 e mantenuto tale fino alla fine della Prima Repubblica. Adesso tocca stampare i biglietti da visita a blocchetti di 100, al massimo.

In questo i rifondaroli sono quelli che alla fine si mantengono più stabili. Rifondazione è dal 1991 che più o meno c’ha lo stesso nome, lo stesso simbolo. Quella bella falce e martello che tanto spaventa. Oddio anche loro tra.. come si chiamava quello delle ultime elezioni, ma si il magistrato, tocca cercare su Google. Ingroia, Rivoluzione Civile, candidato premier: ma che davero? Anche loro ogni tanto si mimetizzano.

Ma se vedo un Bettenzoli a una manifestazione so che c’ha la bandiera del partito comunista del 1954. E in sede in via Cremona un busto di Marx che non hanno più neppure in Russia. Ma questi qui che adesso citano Stiglitz superando a destra (o a sinistra) il M5s? Va beh, prometto che starò più attento. Ma anche voi non state mai fermi un minuto…

Bruno Mattei

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