Trecentosessantaquattro anni di Fiera di Santa Maria. L’arrivo della primavera a Crema da oltre tre secoli corrisponde con una passeggiata sul viale. Un fine settimana di sole ha accompagnato i cremaschi alla loro fiera. Oltre 100 bancarelle, 40 giostre. La foto che correda il pezzo è stata scattata nel pomeriggio di domenica dal punto più alto della ruota panoramica, 22 metri, che permette di guardare da una parte le alpi e dall’altra gli appennini. Da una parte il quartiere di Santa Maria e dall’altra il viale e tutti i campanili della città. Già il viale. Sul piazzale della Basilica, in quella che è stata la Domenica delle Palme, uno stand di raccolta firme per la riapertura del viale. Evento crediamo improbabile, ma ci si prova via. Nel cortile dello Stanga sono sbocciati i tulipani, lo sapete che anche recisi continuano a crescere? Però il fiore reciso mette sempre una punta di tristezza. Meglio lo zucchero filato che scrocchia in bocca e lascia le dita tutte appiccicose. O la chisola, la frittella unta e bisunta, che la digerisci in tarda serata con una botta di bicarbonato. Ma fa nulla perché alla fiera di Santa Maria si torna un po’ tutti bambini. Così ci si infila alla pesca di beneficenza e si porta a casa un oggetto bramatissimo e inutile. Oppure si scende nella cripta della basilica dove si può far poggiare la fede nuzuiale sul cuscino di fronte alla statua, della Madonna credo, anche se la basilica è sorta dopo la visione di Caterina degli Uberti. Giusto? Che importa. Evviva la fiera. Ah settimana prossima se il detto non mente il rischio alla fiera della Pallavicina è il maltempo. Ma più che i detti possono i le previsioni del cellulare che dicono sole.

 

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