Non sempre il passato coincide con ciò che è accaduto. A volte prende la forma di una vita rimasta soltanto immaginata: una casa, un amore, un domani che sembrava già scritto nei dettagli, una versione di noi stessi che avevamo già iniziato a considerare possibile, quasi inevitabile, e che invece non ha mai trovato spazio nella realtà. Mario Signorile, cantautore, attore e regista pugliese forte di un seguito digitale che supera il milione di visualizzazioni per i suoi sketch cinematografici, declina questa suggestione in “Ritorno a Domani”, un pezzo synth-pop che attinge all’immaginario rétro per riflettere le aspettative tradite dei ventenni di oggi.
Il tempo che si pensava di avere davanti, le proiezioni mentali, le frasi dette come promesse senza chiamarle promesse: Signorile sposta la sua capacità di regia dal cinema alla musica per filmare lo smarrimento di una generazione abituata a dover pianificare e controllare ogni percorso, sia personale che professionale, e che si scopre particolarmente fragile quando la traiettoria si interrompe.
«La canzone parla di quei futuri che immaginiamo intensamente nella nostra mente, di persone, momenti e possibilità che sembravano destinati ad arrivare e che invece, col tempo, si sono dissolti – racconta –. È il desiderio impossibile di poter tornare in un “domani” che avevamo quasi vissuto nei pensieri, ma che nella realtà non è mai esistito.»
Recuperando atmosfere e frequenze del synth-pop anni Ottanta e lavorando su drum machine e tappeti sintetici sfumati di malinconia, l’artista traccia una linea temporale alternativa, simile a una videocassetta ritrovata. La sua scrittura, intrisa della formazione da regista, sviluppa un montaggio di fotogrammi – «Lo scrivevi sul mio banco un ti amo mai esistito davvero», «Una casa e tre cascate, rifugiati dentro a un sogno imperfetto» – e riferimenti pop – «Con il cuore nel sottosopra», «E.T. chiamo se mi cerchi» o «mi devasti come i Gremlins» -, segnali visivi che richiamano l’immaginario cinematografico dei ragazzi cresciuti tra schermi, sogni e realtà.





