Sabato 13 settembre 2025 alle ore 16:00, il Centro Culturale Diocesano “G. Lucchi” e l’Ente
Parco Regionale del Serio hanno presentato l’incontro divulgativo “I giorni del Pisarèlo”,
svolto presso l’ex chiesa di Santo Spirito e Santa Maria Maddalena in Crema per
ripercorrere le tradizioni contadine legate al periodo della vendemmia e della pigiatura
dell’uva nel territorio cremasco.
Per iniziare, il moderatore dell’evento Luigi Dossena ha ringraziato gli enti patrocinanti ed
il dr. Giorgio Cardile, assessore alla Cultura, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di
Crema, invitandolo a prendere la parola. L’assessore ha posto l’attenzione sull’importanza
delle tradizioni locali, ricordate attraverso iniziative come quella in essere, ringraziando
per l’invito.
In questo senso, la parte musicale dell’evento è stata affidata al “Coro Armonia” di
Rovereto, Credera e Moscazzano diretto dal Maestro Luca Tommaseo, che, alternandosi
durante la manifestazione ai vari interventi degli ospiti, ha proposto diversi brani musicali
legati alla tradizione contadina; tra i più famosi: “O morettino mio”, “La bela la va al fosso”,
“E qui comando io”, “Amor dammi quel fazzolettino”, “Quel mazzolin di fiori”. Il Coro
Armonia, presentatosi con costumi simili ai vestiti dei contadini di inizio secolo scorso e
con l’ausilio di utensili d’epoca, ha fatto viaggiare i presenti indietro nel tempo: infatti,
durante l’esecuzione dei brani dedicati all’uva ed al vino (“L’uva Fogarina” e “E me so
cioc”) il sig. Filippo, componente del Coro, si è cimentato nella pigiatura dell’uva a piedi
nudi, proprio come si faceva tanti anni fa; l’incontro si è trasformato così in una vera e
propria festa contadina. Al Coro si è unito anche il poeta di Moscazzano Piero Bombelli,
che ha proposto alcune proprie composizioni, eseguite in dialetto.
L’importanza di mantenere vive queste tradizioni e di rivalorizzare la funzione di
socializzazione propria delle feste contadine è stata esposta anche da Aldo Bellandi,
Sindaco di Moscazzano.
Questo concetto è stato ripreso anche dal Prof. Basilio Monaci, Presidente della
Comunità del Parco Regionale del Serio: agricoltore e figlio di agricoltori, il Prof. Monaci in
passato ha vissuto personalmente esperienze come quelle messe in scena sabato scorso.
Durante il proprio articolato ed interessante discorso, inframmezzato dai canti del Coro, il
Professore ha rammentato prima di tutto la struttura della famiglia contadina fino agli
anni ‘50 del secolo scorso: guidata dal capofamiglia (di solito il capostipite più anziano),
era formata da molte persone imparentate tra loro che vivevano e lavoravano insieme,
ognuna contribuendo al sostentamento degli altri, nella stessa cascina; l’azienda agricola
media aveva una dimensione che variava tra le 10 e le 20 pertiche cremasche (ndr: 1
ettaro = 13,110 pertiche cremasche) e le principali coltivazioni erano frumento, foraggio,
mais e prodotti orticoli, per poter ottenere ciò che serviva al fabbisogno alimentare
quotidiano delle persone ed al mantenimento degli animali.

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