La sala è raccolta, il pubblico in ascolto. Quando arriva il ritornello di “Narayana”, la voce di Maelle Pascal si innalza, come un’invocazione, e la platea risponde all’unisono, trasformando il concerto in un coro spontaneo. Non era previsto, non era scritto. Ma in quel preciso istante, il progetto rivela la sua natura: un rito, una nuova forma di performance che intreccia musica, spiritualità e corpo.

Ascolta il brano.

“Narayana”, nella tradizione sanscrita, è uno dei nomi di Vishnu, principio che pervade ogni cosa. La cantautrice torinese Maelle Pascal ne ha fatto il centro di un lavoro che si muove al confine tra sound healing, arte rituale e linguaggio contemporaneo. Unendo strumenti ancestrali, mantra e ambienti sonori, il brano invita a rallentare, a ritrovare presenza in un tempo che viviamo troppo spesso al passato o al futuro, ad entrare in connessione con sé stessi attraverso vibrazioni e movimento.

Il tema è quanto mai attuale. La mindfulness e pratiche affini sono ormai diffuse anche in Italia, con milioni di persone che dichiarano di praticarle almeno occasionalmente. secondo l’ultimo Rapporto Censis-Eudaimon (febbraio 2025), l’11,3 % del campione dichiara di manifestare interesse verso la meditazione e pratiche di consapevolezza di sé.

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Inoltre, il sound healing, ovvero l’uso del suono come strumento di benessere e riequilibrio, è oggi oggetto di crescente attenzione anche da parte delle neuroscienze e di istituzioni culturali. Dai festival dedicati alle arti performative fino agli spazi di meditazione cittadina, le pratiche sonore trovano sempre più applicazione come linguaggi capaci di coniugare arte e benessere. A livello globale, le playlist di musica meditativa, sono tra quelle in maggiore crescita: le piattaforme streaming segnalano una crescita costante delle playlist dedicate a meditazione, relax e sound healing, sempre più utilizzate come spazi sonori quotidiani. “Narayana” intercetta questa tendenza con una proposta che non si limita alla fruizione digitale, ma trova la sua massima espressione dal vivo: un’esperienza in cui la musica incontra la danza in una dimensione corale e immersiva, superando i confini del concerto tradizionale.

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