Usiamo piazza Garibaldi come laboratorio per una azione condivisa e senza steccati

Usiamo piazza Garibaldi come laboratorio per una azione condivisa e senza steccati

E mentre piovono candidati come se fossero le polpette distruttive del famoso film, Piovono polpette, piazza Garibaldi per l’ennesima volta è al centro delle cronache. Scippo che parola desueta. Fa venire in mente scene da film poliziottesco anni ’70 di ragazzotti su improbabili moto cross e vecchiette trascinate e incazzate. Ma purtroppo è una parola tornata alla ribalta in queste ultime 24 ore. Tre scippi anche in orari normalmente ritenuti quieti.

Il progetto di riqualificare la piazza di cui si è iniziato a parlare è senza dubbio più attuale che mai. Lo scrissi anni fa. Quando la piazza era uno dei lati del quadrilatero dei pub con la movida cremasca che la animava ogni sera, anche durante la settimana, era molto più quieta di adesso che già alle 20 spesso appare come un piazzale periferico da grande città con le luci arancio forti, le strade deserte ed i negozi chiusi.

Poi cosa si può fare davvero per intervenire evitando liti condominiali con le categorie presenti, proclami elettorali e liti varie sui sociali network? Cavolo è davvero difficile immaginare una ricetta. Più forze di polizia presenti, meno forze di polizia che sennò sembriamo militarizzati; più area pedonale che anima il logo, meno area pedonale che ci fottono i posteggi; più locali notturni che si crea movimento, meno locali notturni che poi c’è casino e non si dorme; più luci che si vede bene ed è tutto chiaro, meno luci che sennò pare uno stadio triste.

E potrei andare avanti. Sono tutte posizioni che negli anni, non solo indirizzate a piazza Garibaldi, ho visto espresse con più o meno motivazioni sui social, nei gruppi di discussione, sui giornali e nelle piazze. Il fatto ineluttabile è che anche la Città Giocattolo ha perso molta della sua aurea da bomboniera quieta che la caratterizzava indurendosi. La ritrovi magari la domenica alle 18 in vasca, quando c’è quell’aria da provincia grassa e benestante da fine weekend.

Ma quando mi capita di posteggiare in piazza Garibaldi durante la settimana verso mezzanotte scivolo veloce a casa cercando di fare la faccia dura. Inevitabilmente da qui al 4 marzo il tema della sicurezza sarà sbandierato dagli uni e dagli altri. Con dati che dicono tutto e il contrario di tutto e l’enfatizzazione dei fatti di cronaca nera. Non so se ho voglia di non dico partecipare al dibattito ma anche solo leggerlo. E mi rendo conto che queste righe non hanno fin qui detto quasi nulla se non che è un mondo difficile baby.

L’unica roba sensata che mi va di dire è appunto non facciamo diventare la questione come al solito una contrapposizione politica tra chi dice che va tutto bene e chi dice che fa tutto schifo e non affrontiamo il tema della riqualificazione come abbiamo fatto con piazza Giovanni XXIII solo come un modo per scontrarci con gli eventuali errori e indecisioni. Il mio vecchio capo al lavoro diceva: “solo chi non fa nulla non sbaglia mai”.

Quindi sarebbe bello che l’argomento sia al centro del dibattito costruttivo e non dei reciproci attacchi raccogliendo le idee e gli spunti di tutti, per prima di chi ci abita e tocca con mano il problema. Ma mi rendo conto che è utopico.

Emanuele Mandelli

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