Variante PGT per la moschea, maggioranza avanti tutta contro tutti

Variante PGT per la moschea, maggioranza avanti tutta contro tutti

La maggioranza compatta contro tutti e soprattutto i suoi cittadini, senza volerli capire, vota la variante al PGT: il primo passo per ora, per l’assegnazione di nuove aree per servizi religiosi. Ma già zoppicante: assente il Presidente di Consiglio comunale, comunque espressione della maggioranza, portano a far presiedere l’adunanza consigliare al Vicepresidente Agazzi. Il Vicepresidente si dimette e scioglie perciò la seduta, ma la maggioranza non ci sta e fa presiedere il consiglio dal consigliere anziano Guerini. Siamo usciti dall’aula perchè in base al TUEL e regolamento consigliare la seduta non è ritenuta valida. Non solo, al solito la maggioranza di fronte ad una richiesta di sospensione, evidentemente di mediazione per comprendere e trovare una soluzione, neanche risponde nè mette ai voti la proposta. Sempre avanti tutta, senza se e senza ma, giudicando sempre l’altro, rifiutando di comprendere, in barba alla partecipazione e al sostegno ai diritti di tutti. E mettendo così a rischio la delibera stessa, quando sarebbe bastato un breve rinvio, rientrato il Presidente. Ma forse le loro ferie son più importanti? Questo oggi.

Sul merito della variante, l’iter è iniziato dopo solo 2 anni dall’approvazione del PGT attuale.

Non è stato fatto nessun ricorso da terzi nel confronto del PGT vigente, ad esempio in merito all’assegnazione di aree per servizi religiosi: ritenute quindi idonee rispetto alle esigenze, a meno di riprova non prodotta. Non riteniamo che su situazioni di questo tipo possano esserci valutazioni non pubbliche o non pubblicabili. Perché non son state proposte le aree già esistenti alle comunità islamiche? Non era ancora entrata in vigore la Legge Regionale. Non è mai stato fatto nessun incontro con tutte le diverse comunità religiose per capire se ci fossero esigenze diverse!

La motivazione addotta nella delibera di avvio procedura indica che dall’adozione del vigente PGT del 2011 siano intervenute modifiche sostanziali alla città e al territorio tali da motivare la necessità del suddetto iter di variante PGT: mai saputo quali siano tali modifiche sostanziali!

Tant’è che, in evidente contraddizione, al tempo stesso si prevedono modifiche limitate al PGT vigente, come nella Relazione Tecnica allegata alla delibera di GC che evidenzia come il “PGT non necessiti di modifiche sostanziali ma possa recepire nel procedimento di variante istanze minime che siano intervenute nel corso dei 2 anni”. Dalle varie schede al voto vediamo quante siano solo modifiche per correzioni di meri errori tecnici!

Nella medesima delibera di avvio dell’iter è elencata una serie di obiettivi predeterminati mentre è completamente assente l’enunciazione di qualunque principio o criterio metodologico (…revisione di alcuni ambiti… , revisione attrezzature….di culto…. , revisione disciplina trasferibilità edificatorie…. ecc), in assenza di una analisi specifica.

La “relazione di indirizzo sulla variante” del 30/10/2014 non è altro che la ripetizione delle motivazioni contenute nella delibera di avvio del procedimento.

Una corretta pianificazione dovrebbe basarsi su 1) enunciazione di criteri generali e condivisi, 2) classificazione e valutazione delle istanze dei cittadini rispetto a questi criteri; 3) analisi approfondita del sistema territoriale che genera le sfere di sostenibilità delle scelte. Questi 3 elementi imprescindibili sono la base di lavoro per Amministratori chiamati a svolgere il proprio dovere efficacemente e secondo canoni di trasparenza. Ma qui sono completamente assenti: se no diviene sufficiente che un qualsiasi rappresentante di un bisogno promuova un iter di variante di PGT. Questo è avvenuto.

Mancando gli studi e gli approfondimenti analitici per valutare gli effettivi bisogni dei Cittadini in relazione alle ipotesi di variante enunciate nelle delibere; mancando i criteri (che differiscono dagli obiettivi) per la valutazione delle istanze che tengano conto della sostenibilità delle trasformazioni, la variante stessa è da bocciare. Ma altro ha guidato questa variante!

Questo è stato sempre evidenziato in commissione così come son sempre stati richiesti uno studio analitico (non prodotto), ed i criteri di valutazione (non prodotti), ma ritenuti necessari per procedere ad un iter oneroso di variante, prima di quello previsto per legge al 2017. Si sottolinea 2017, cioè tra poco più di un anno, e quindi forse ad un anno dall’adozione di questa variante, si procederà ancora ad una variante! Perché tutta questa fretta?

La variante di fatto ha portato solo a 24 istanze rispetto agli obiettivi.

E la giunta procede sia verso le aree da destinare ad attrezzature religiose sia per portare su Via Milano, sempre quella, medie strutture di vendita: strano, a Cremona per questo stesso oggetto son state fatte battaglie politiche. Qual è la strategia del PD sul commercio?

Dopo l’individuazione dell’area di via Milano per servizi religiosi, ne viene individuata una seconda, adiacente all’ex tribunale. Le 2 aree, già classificate nelle schede allegate alla delibera come “comunità islamica 1” e “comunità islamica 2” (!), non sono supportate da criteri e valutazioni che ne giustifichino le dimensioni e i bisogni. D’altro canto questa amministrazione è riuscita sia a far dividere la città che a far dividere la stessa comunità islamica, come ampiamente documentato a mezzo stampa. Quale amministrazione si può erigere ad arbitro, presuntuosamente, tra comunità religiose? E quale amministrazione prima decide di valorizzare una proprietà come il palazzo dell’ex tribunale per poi depauperarla dell’area parcheggi, sicuramente più utili in vicinanza dell’ospedale e delle scuole? Questa amministrazione non sa leggere i segni dei tempi e dei suoi cittadini. Né sa sostenere un vero percorso di integrazione e collaborazione, anche di lungo termine.

Ampliamento della trasferibilità dei diritti edificatori per ampliare la flessibilità operativa: una misura per far riprendere l’edilizia? Con che impatto sul tessuto urbano visto che non c’è un esame aggiornato?

La definizione di un’area da dedicare a sala del commiato: basta la mozione consigliare votata ormai mesi, se non anni fa, per far partire un iter di variante PGT e introdurne la possibilità sul territorio?

Una variante da bocciare, prima che rovini la nostra città già messa duramente alla prova da questa amministrazione.

Laura Zanibelli

Capogruppo NCD Crema
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