Verso il nostro futuro, i sindaci approvano il documento che chiede l’istituzione dell’area vasta Crema-Lodi

Verso il nostro futuro, i sindaci approvano il documento che chiede l’istituzione dell’area vasta Crema-Lodi

I sindaci vogliono determinare il futuro della nostra zona. Sono loro i peones che stanno lavorando duro per cercare di portare al cremasco una cosa che non ha mai di fatto avuto, una sua indipendenza. Dopo aver strappato ai cugini cremonesi, che ci guardano sempre con sufficienza e un po’ di stizza, il riconoscimento come Area omogenea (si va bene ci sono ancora passi da fare, ma questo era davvero importante), adesso, martedì 17 maggio nella riunione tenuta in comune a Crema, è arrivata l’approvazione del documento che ribadisce la scelta di proporre alla Regione la costituzione di un’Area vasta Crema –Lodi.

Lo potete leggere QUI

E’ stata una giornata importante quella di ieri”, sottolinea Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco, uno di quelli che sta tirando le fila e la carretta in questa vicenda, “non solo per l’approvazione del documento ma anche per la diffusione del documento della segreteria provinciale di Crema della Lega nord che si schiera in maniera chiara e inequivocabile per la scelta dei sindaci dell’Area omogena. E’ il primo partito che prende una posizione con un documento ufficiale. I sindaci dell’Area omogenea aspettano che ora si esprimano le altre segreterie di partito”.

Si la Lega riscopre il suo spirito autonomista e si rende conto che: “L’abolizione delle Provincie e la successiva riforma Del Rio, pur nella sua negatività, apre la porta a cambiamenti che possono essere molto positivi per il Cremasco”.

La Lega si schiera decisamente contro l’Area Vasta del Po, dove Crema rischia di venire risucciata e schiacciata da Cremona-Mantova:

“Non ha senso l’area Vasta del Po, che renderebbe ancora più marginale ed emarginata Crema. Non ha senso aderire all’Area Metropolitana Milanese che oltre ad annullare ogni rilevanza e quindi ogni potere contrattuale di Crema (una zona semplice di Milano ha 150 mila abitanti) rischia nel medio termine di stravolgere l’assetto sociale, ecologico e culturale del Nostro Territorio”.

Quale potrebbe essere la formazione cremasca lo ipotizza tirando in ballo, “i Landkreis, equivalenti delle nostre Provincie e, verosimilmente, delle future Aree Vaste hanno dimensioni minime dell’ordine dei 50-60 mila abitanti, inferiori a quelle del Cremasco, che potrebbe quindi, in un tale scenario, aspirare da solo ad divenire Area Vasta. E’ però chiaro che dobbiamo muoverci in quella direzione”.

Ma se volete QUI potete leggervi tutto il documento.

A tirare le fila di questa battaglia si è riscoperta leader del territorio anche Stefania Bonaldi. Nel suo intervento di ieri ha ripercorso il percorso che ha portato a questa situazione partito esattamente un anno fa, il 15 maggio del 2015 a Pieranica con la presentazione del percorso di costituzione dell’Area omogenea cremasca, e proseguoto con l’approvazione del documento da parte di 42 comuni cremaschi, tra novembre del 2015 e febbraio di quest’anno, e passato poi in tutta un’altra serie di momenti.

Ha concluso la Bonaldi:

“da parte di tutti, abbiamo riconosciuto apprezzamento per il lavoro che stiamo facendo con serietà ed impegno. Ci viene soprattutto riconosciuto il merito di aver fatto ritornare al centro dell’attenzione il territorio Cremasco e l’ importanza del suo ruolo molto sottovalutato negli anni passati anche a livello provinciale. Vengono condivise anche le motivazioni che stanno alla base del nostro progetto. Rimane però la decisione delle categorie imprenditoriali di adesione all’Area Vasta Cremona-Mantova”.

Ma come detto i sindaci vogliono decidere del loro futuro, conclude Grassi:

L’altro elemento che vorrei sottolineare è la volontà dei sindaci di determinare il futuro del proprio territorio. Questa scelta non può essere demandata alle organizzazioni sindacali o alle associazioni di categoria, istituzioni che vanno ascoltate con la massima attenzione, ma, ripeto, non possono essere delegate a decidere su scelte che competono alla politica.  Aggiungo che le associazioni di categoria meritano un plauso per la disponibilità al confronto e per avere espresso in maniera chiara e non ambigua la loro posizione. Non così si può dire dei partiti. Ad eccezione della Lega.  Sel Forza Italia hanno organizzato due incontri pubblici, ma non anno mai prodotto un documento ufficiale. Il Pd, i 5 stelle e gli altri tacciono.  Sembrano in attesa di capire in quale schieramento posizionarsi. E questo modo di agire non è condivisibile.

Emanuele Mandelli

 

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