Wonderland, il nuovo progetto di Stefano Ogliar Badessi dal 27 settembre al Sant’Agostino

Wonderland, il nuovo progetto di Stefano Ogliar Badessi dal 27 settembre al Sant’Agostino

Wonderland, il nuovo progetto di Stefano Ogliari Badessi, che inaugura il prossimo 27 settembre 2019 alle 20,30 nel Centro culturale Sant’Agostino.

Tutti quanti, sia bambini che adulti, abbiamo provato l’esperienza del sogno, la certezza di ritrovarci in un contesto assurdo, certamente estraneo alla realtà, ma talmente consistente e vivido da portarci a percepirlo come tale. Solitamente, quando si sogna, si è completamente assorbiti e coinvolti nell’atto stesso di sognare, si è attori passivi in una narrazione abbozzata dal nostro subconscio; quante volte avremmo voluto prendere possesso del paesaggio onirico e plagiarlo secondo la nosra volontà?! Questa riflessione è la scintilla e la fonte di ispirazione che anima l’artista Stefano Ogliari Badessi (SOB) nella creazione della sua prima personale a Crema: Wonderland. Il curatore Andrea Cattaneo, Docente di fotografia dell’ International Center Of Photography_ New York, USA, fondatore di Vertual VR Company, ha sapuro guidarlo in un percorso non solo artistico ma anche introspettivo e personale alla riscoperta del suo Io più profondo.

Ispirandosi alla filosofia dei Surrealisti, ricorrendo alle tecniche meditative e le teorie dello Shamanesimo, l’artista si riappropria della trama tessuta dal proprio inconscio addentrandosi nel campo del Sogno Lucido. Le sue fantasie prendono forma, materializzandosi tra i Chioschi del Sant Agostino, in una succesione di ambienti ed installazioni che coinvolgono direttamente l’utente.

Varcato il Gate, abbandonate sulla soglia razionalità e ragione, per intraprendere un viaggio evocativo di atmosfere. L’esposizione si articola in tre sezioni principali che seguono le fasi del sonno: dal buio totale prima del Gate ci si accinge alla fase Rem, in cui il sogno prende forma per mutare dall’assurdo alla totalessospensione nel proprio universo, rappresentata dall’ambiente gonfiabile. Il viaggio si conclude con un risveglio carico di consapevolezza, esperibile nella sala Pietro d’Acemmo, ultima area dedicata alla mostra. Le opere esposte, congiuntamente agli ambienti realizzati, generano percorsi in continuo divenire dove si susseguono maschere di seta, costellazioni filiformi, animali fantastici e ambienti gonfiabili in un climax di emozioni e sensazioni. L’utilizzo di materiali riciclati non fa che evidenziare il rapporto profondo che l’artista ha con la natura e l’ambiente.

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