Zanibelli, i debiti cremonesi di AEM non devono pesare sui cremaschi

Zanibelli, i debiti cremonesi di AEM non devono pesare sui cremaschi

E’ sufficiente leggersi l’inizio del Documento Unico di Programmazione 2016-2018 allegato al bilancio  2016 per soffermarsi a ripensare agli ultimi giorni.
“Questo obiettivo che fa capo al Sindaco riguarda lo sviluppo dei seguenti asset:./  CREMA CAPOCOMPRENSORIO Tale obiettivo è stato  perseguito attraverso un percorso condotto insieme ai Sindaci del territorio cremasco e la costituzione, con delibera del Consiglio Comunale no 80 del 09-01-2015
dell’Area Omogenea Cremasca, ………..”

Pensa davvero il sindaco che basti guardarsi allo specchio e riflettere l’immagine in queste poche righe per accreditarsi con autorevolezza presso il territorio?
Se mai ha avuto ascolto da parte dei sindaci, in modo trasversale, sicuramente è riuscita a dividere e ad allontanare e gli ultimi episodi lo testimoniano.
Non bastano certo una lettera di scuse dopo aver criticato aspramente alcuni sindaci o la lettera del suo segretario di partito a sostegno, dopo averla sconfessata proprio sull’Area omogenea e il suo futuro, per mettersi su quel piedistallo da cui non vorrebbe mai togliersi. Quel che c’è di quest’Area omogenea è quel che si è costruito ben prima che arrivasse lei e che la delibera soprarichiamata non fa che ribadire, senza nessun elemento di novità.

Il lavoro è tutto da fare ora, con strategie che partano innanzitutto dalla conoscenza di quel che c’è e di quel che manca e la definizione di quali possano essere le future vie di sviluppo, secondo tempi che non sono dettati dalla tempistica elettorale di Crema.
Il lavoro parte prima di tutto, data la contingenza, dal tutelare da parte del sindaco di Crema gli interessi dei cittadini cremaschi: senza dover scontare una battaglia interna al PD, non vogliamo assistere ad un ulteriore impoverimento, grazie ad AEM e grazie ad un accordo LGH-A2A i cui contorni apprendiamo solo dalla stampa e dalle dichiarazioni del “compagno” di partito, leggasi sindaco di Cremona.Il sindaco non può stare sempre in silenzio, come ha fatto anche nell’ultimo consiglio comunale, senza rendere conto ai consiglieri: illustri che strategia ha perseguito, pur con un preciso mandato del consiglio comunale per dare l’ok al progetto di fusione LGH -A2A in base ad un’offerta che non sembrerebbe più avere lo stesso valore economico.

Chiediamo a questo punto l’audizione in Commissione Garanzia, per sapere che linee ha perseguito, come la questione cremonese  ha contato, e pesantemente, e come peserà sui bilanci cremaschi, con che differenza rispetto all’offerta presentata in consiglio comunale, su cui si è basato il mandato, e quali le ricadute, sul territorio, dell’attuale accordo che non pone ancora fine al progetto di fusione.

Laura Zanibelli – Capogruppo NCD

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