Zanibelli, questa battaglia di confini sull’Area Vasta è una campagna elettorale cammuffata

Zanibelli, questa battaglia di confini sull’Area Vasta è una campagna elettorale cammuffata

C’è un momento in cui le carte si devono scoprire.

E dopo il gran rifiuto, come se ne andrà la promessa sposa?

Dopo le recenti vicende:

  • la proposta dei sindaci del cremasco di costituzione dell’Area Vasta Lodi-Crema
  • la posizione espressa al Tavolo Istituzionale del lodigiano di voler confluire nella Città Metropolitana
  • la posizione espressa dalle attività produttive che chiedono di tenere unito il territorio
  • la rottura nel Consiglio provinciale sul tema riordino scolastico,

cosa proporrà ora il Sindaco di Crema?

O cosa dirà verso il PD provinciale, che ha come suo massimo rappresentante il sottosegretario Pizzetti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri proprio per le Riforme costituzionali?

Le modalità con cui si stanno affrontando le importanti istanze che vedono coinvolto tutto il territorio non possono essere quelle attuali.

Il Sindaco ci sta portando ad un preoccupante isolamento con un muro contro muro, nel vano tentativo di sostenere una campagna elettorale camuffata da battaglia dei confini. Se poi ci aggiungiamo le battaglie anche in SCRP, possiamo dire di fare bingo.

Non è certo la Regione, che pur ha un compito di sintesi importante e non facile in una riorganizzazione che pende sotto la lama del referendum, che può esser ritenuta l’ago della bilancia del nostro futuro.

Quale partita gioca il PD, che governa città di Cremona, Crema, Provincia, nell’incapacità di fare sintesi?

Il nostro sindaco non può far finta di non ricordare che questa riforma è voluta da Renzi –PD, che a Cremona abbiamo un rappresentante più che autorevole nel sottosegretario Pizzetti -PD, che il presidente della così detta Area vasta di Cremona è Vezzini-del PD, che il Sindaco di Cremona è PD  e che lei stessa partecipa (o partecipava?) al direttivo nazionale del PD, quindi un ambito in cui istanze precise possono esser ben riportate, così come un altro importante referente proprio del lodigiano sta nella figura di Guerini-PD, lodigiano dal quale non arrivano istanze per una costituzione di un’Area Vasta col cremasco, neppure dal PD.

Se con un traino del genere la Bonaldi non riesce a far valere le istanze del territorio può esser ascritto solo alla sua consapevolezza che sta giocando una partita persa, con il solo intento di distrarre dalla sua guida amministrativa che non ha certo fatto del bene alla nostra città. Tant’è che già si prepara alla campagna elettorale, proprio lei che se avesse un buon governo non avrebbe bisogno di altri biglietti da visita.

Se una battaglia si è vinta per l’azienda ospedaliera è perché ci si è mossi trasversalmente uniti fino ai massimi livelli con il giusto interlocutore regionale. Ma la riforma sanitaria non era governativa, bensì regionale.

Rischiamo, seguendo il sindaco con la sua personale campagna elettorale, di perdere la possibilità di un efficace contrattazione; perché se a tutti noi è evidente la lontananza e la differenza da Mantova, è anche evidente la lontananza da altre aree come la Brianza o del centro decisionale di Milano, che pure sentiamo più affine.

Anche le attività produttive hanno espresso chiaramente una posizione unitaria, fra l’altro sia da parte del territorio cremasco e cremonese che dal territorio lodigiano ma in direzione opposta.

La partita scolastica poi, per rispetto dei nostri giovani, non può certo esser usata come arma di battaglia nel PD.

E’  giunta l’ora di passare ad un’altra posizione, e cioè quella che anziché soggiacere a vecchie logiche di confini geografici stile Risiko, propone il focus sui servizi irrinunciabili per il nostro territorio, ovunque e con chiunque siamo.

 

Vogliamo

  • garanzia di investimenti per terminare l’infrastruttura incompiuta della Paullese, proprio sull’asse lodigiano e milanese;
  • garanzia di investimenti che potenzino il collegamento tra Lodi e Crema verso l’autostrada
  • garanzia investimenti su trasporti pubblici (linea ferroviaria in primis e autobus)
  • riordino nella futura Area vasta, se sarà Cremona-Mantova, del tribunale con ripristino della sede di Crema, peraltro ancora nelle disponibilità del Ministero della giustizia (del governo di Renzi) fino al 2018
  • ridistribuzione delle risorse economiche per ASST che tenga conto del numero di posti letto ma anche degli abitanti e dei servizi offerti, in un’ottica di sempre maggiore assistenza domiciliare
  • ri-considerazione delle necessarie disponibilità in termini di posti-letto per assistenza anziani, domiciliari o riabilitativi o in case di riposo in un territorio che sta sempre più invecchiando
  • risorse ripartite in funzione del PIL da parte dell’associazionismo delle attività economiche
  • valorizzazione territorio verso Brebemi e TEM ma anche verso Piacenza. La centralità del territorio cremasco ne potrebbe fare un polo attrattivo di hub logistico
  • investimenti sull’integrazione tra agricoltura e industria
  • investimenti sulle nuove reti produttive tenendo conto del PIL del territorio
  • investimenti su sburocratizzazione pratiche, dal SUAP all’Ufficio Registro, le cui funzioni principali già ora sono a Cremona
  • valorizzazione istituzioni scolastiche nei rispettivi ambiti
  • valorizzazione dei progetti di formazione e sviluppo per i giovani sia con le istituzioni scolastiche presenti nei vari territori, che col coinvolgimento delle attività produttive – dagli artigiani alle imprese all’agricoltura-  e delle università

Questi sono i “must”, di cui non si sente parlare nel risiko elettorale della Bonaldi.

Su questi temi possiamo lavorare per il futuro del nostro territorio.

Laura Zanibelli – Capogruppo NCD Crema

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