Zanibelli scrive a Galmozzi sulla gestione della scuola di Borgo San Pietro

Zanibelli scrive a Galmozzi sulla gestione della scuola di Borgo San Pietro

Riceviamo e pubblichiamo:

Assessore Galmozzi, le parole son chiare in merito alla sua idea circa la posizione dell’Istituto Comprensivo 1: “L’iniziativa della dirigente scolastica — spiega Galmozzi — solleva alcune questioni di ordine tecnico e burocratico, parlando di competenze in materia di formazione delle classi. A mio avviso, dietro queste osservazioni ci sono le pressioni che stanno esercitando i genitori, soprattutto quelli degli alunni di Borgo San Pietro.

Diciamo che ho l’impressione che ci sia una certa chiusura ad accogliere bambini stranieri in questo plesso» (dalla stampa locale). Solo dopo qualche giorno dichiara di non aver mai parlato di chiusura dei genitori delle elementari Borgo San Pietro verso i bambini stranieri, in così palese contraddizione. Nei confronti delle famiglie sono gravi affermazioni, non corrispondenti alla realtà dei fatti.

Invece è reale che lei, in modo tardivo rispetto al momento, vuole oggi imporre un protocollo, in cui alcuni contenuti sono in parte prassi da tempo ma altri sono imposizione rispetto alle famiglie e all’autonomia scolastica. I genitori infatti stanno già affrontando la scelta di iscrizione per i loro figli all’infanzia, alle elementari o medie (come ancora le chiamiamo), in un contesto reso ora confuso da parte dell’amministrazione.

Basterebbe ascoltarli nelle varie scuole dove han frequentato le giornate aperte per capirlo. Come verrà decisa la “ridistribuzione” di alunni tra le scuole? Un metodo impositivo il suo, in barba all’autonomia delle famiglie e degli istituti scolastici con cui i problemi si condividono per risolverli insieme, nel reciproco rispetto e coi dovuti tempi.

La presentazione dell’offerta didattica nei vari plessi non inizia l’ultimo mese o gli ultimi giorni a ridosso delle iscrizioni. Il problema della presenza di bambini stranieri superiore al 30% in alcune classi della scuola del primo ordine non è problema di novembre o dicembre.

Già nel 2011 e 2012 era in atto un percorso di incontri con i dirigenti scolastici e con le famiglie in alcuni quartieri per cercare di presentare al meglio le opportunità didattiche nei vari plessi e di trovare soluzione al problema della “sovraconcentrazione” di bambini stranieri in alcune classi.

Era stata valutata anche la possibilità di organizzare il servizio di trasporto scuolabus che favorisse gli spostamenti non solo verso la scuola Curtatone ma anche verso altri plessi da parte dei quartieri a maggior residenza di famiglie straniere. Dove son rimaste queste azioni da allora? O i progetti di continuità che coinvolgono scuole infanzia, scuola comunale e scuole primarie?

Ora cerca di girare l’angolo parlando di condivisione del Piano di diritto allo studio con i dirigenti scolastici come mai sarebbe stato fatto prima. Dovrebbe informarsi meglio: non nasce dal nulla il Tavolo di lavoro coi dirigenti scolastici, almeno bimestrale, che dal 2007 condivide i progetti, i criteri di premialità per la suddivisione dei fondi di funzionamento, l’impostazione del servizio di assistenza ai disabili a scuola, i progetti di continuità tra i vari ordini, lo stesso percorso di costituzione dei 3 Istituti Comprensivi, i progetti di alfabetizzazione, i percorsi di orientamento dalle “medie” alle superiori, coinvolgendo anche le associazioni economiche produttive, giusto per fare alcuni esempi.

Co-progettare non è imporre la regia del comune ma lasciar emergere la capacità progettuale e operativa delle realtà locali. Ritengo ancora si debba conoscere prima di giudicare. E soprattutto prima di continuare a dividere la città tra “buoni” e “cattivi” cittadini, come sembra piacere tanto a questa amministrazione.

Laura Zanibelli (capogruppo NCD in consiglio conunale)

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