Andare all’Expo conviene e giova in tutti i sensi, parola di Dennis Barbieri

Andare all’Expo conviene e giova in tutti i sensi, parola di Dennis Barbieri

Una visita all’Expo conviene sempre, parola di Dennis Barbieri, commerciante enogastronomico col quale abbiamo appunto parlato della manifestazione internazionale in programma, fino al prossimo 31 ottobre, in quel di Milano.

Che esperienza è stata la tua prima volta all’Expo?

Dicono che c’è sempre una prima volta e questa è stata una prima volta con il botto. Pensavo di essermi trasformato in un bambino nel paese dei balocchi, tra mega strutture innovative e futuristiche.

All’inizio ci si sente piccoli, poi la grande accoglienza ricevuta in tutti i padiglioni ti fa sentire parte del mondo.

Nonostante le tantissime persone presenti in ogni orario (200 mila visitatori … e non sono chiacchere) non ci si sente soffocati o rinchiusi, gli spazi sono enormi, ogni persona è libera di esprimersi come meglio crede.

Il padiglione dell’Angola è tra i miei preferiti. Non conoscevo questa nazione e mi hanno coinvolto a 360 gradi.

Padiglione Italia-Casa Italia una grande rappresentazione dell’Italia: storia, passato, presente e futuro, l’Italia dell’innovazione e delle mille ricchezze senza dimenticare le stragi, le catastrofi naturali e umane che hanno segnato il nostro paese. Particolare non indifferente: in questo, cioè a ripartire dopo determinate tragedie gli italiani si sono quasi sempre impegnati e per esempio hanno saputo ricostruire le bellezze distrutte dai terremoti, come la Basilica di San Francesco d’Assisi.

Kazakistan, storia d’indipendenza e innovazione allo stato puro, sede Expo 2017. Emirati Arabi, la sfida dell’acqua e la ricerca di energie alternative, sede Expo 2020. Padiglione Zero, da qui ha inizio tutto: la storia dell’umanità, degli sprechi, un momento per riflettere sul futuro dei nostri figli. Nepal, meditazione. Corea, rigidità culturale, tecnologia, innovazione e attenzione agli sprechi di cibo.

L’albero della Vita, la forza della vita, tratto da un disegno della pavimentazione della piazza del Campidoglio elaborato da Michelangelo su incarico papale nel lontano XVI secolo.

Uno spettacolo incredibile soprattutto nelle ore serali… musica e giochi di luci e acqua aprono il cuore a nuove esperienze.

Hai visitato il salone del vino?

Il Padiglione Vino – A Taste of Italie è studiato molto bene, il primo dedicato alla produzione vitivinicola nella storia dell’Esposizione Universale. Rappresenta la viticoltura italiana di qualità. Storia e biodiversità di ogni territorio trovano un posto comune per trasferire al mondo intero l’unicità dell’Italia. Una viticoltura che funziona che tanti ci invidiano. Un patrimonio unico con più di 500 vitigni autoctoni. Nell’Enoteca del futuro è possibile degustare i vini di tutte le regioni italiane con un percorso semplice e ben curato.

Consigli una visita alla manifestazione?

Certo … una volta a Expo dovrebbe essere nelle priorità per chi ama conoscere le culture di tutto il mondo e le novità che ci prospetta il futuro. E’ a pochi chilometri quando ricapita un’occasione simile. Per prima cosa vanno accantonate tutte le critiche che circolano in rete. Non m’interessa la politica e quindi invito tutti ad andare. Mangiare a Expo è possibile: è tutto chiaro oppure si può chiedere, c’è anche un’area pic-nic, l’acqua è gratis, ci sono le fontanelle, ci sono parcheggi gratuiti vicini alle entrate. In base alla disponibilità economica o a quanto ognuno di noi ama impegnare i soldi nella ricerca di cibo di qualità ce n’è per tutti i gusti. Dal semplice panino, gelati, frullati, insalatone di tutti i tipi, street food con musica fino ai ristoranti ben strutturati con specialità da tutto il mondo.

Può servire a far ripartire la macchina Italia l’Expo?

Varcando le porte di Expo si respira un’aria positiva. Voglia di fare, di impegnarsi e mettersi in discussione tutti i giorni. L’era dei fannulloni è finita. Basta andare a Expo per rendersene conto, il mondo insegna.

Così parlò Dennis Barbieri, negociant appassionato, preparato e ottimista.

Stefano Mauri

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