Avremmo dovuto fermarli, racconto e riflessioni sul corteo di Cremona di Andrea Serena di Rifondazione Comunista

Avremmo dovuto fermarli, racconto e riflessioni sul corteo di Cremona di Andrea Serena di Rifondazione Comunista

Una manifestazione nazionale antifascista contro gruppi neofascisti, che godono in Italia di troppo spazio e agibilità quando la costituzione direbbe altro, in breve questa la sintesi di quello che ha mosso un popolo di oltre 4000 persone a venire a Cremona dopo l’aggressione ai militanti del centro sociale Dordoni e al ferimento grave da parte di squadristi di Casapound di un attivista del Dordoni.

Noi di Rifondazione Comunista ci siamo, insieme a sindacati, bandiere Anpi, associazioni e forze del panorama di sinistra, tutte riunite e organizzate ordinatamente nel protio spezzone. La città si presenta con quasi tutti i locali chiusi e con un ingente numero di forze dell’ordine. Il corteo si avvia ben oltre le ore 15 stabilite e avanzando lentamente.

Noi siamo molto indietro e questo poi si rileverà un bene pensando anche a mia moglie e altre donne al nostro seguito. Avanziamo lentamente fino a quando giunti in una posizione abbastanza vicina alla sede di Casapound parte un lancio di oggetti e fumogeni da parte dei manifestanti violenti infiltratisi nella manifestazione muniti con mazze e caschi, le forze dell’ordine rispondono con lacrimogeni ma da dietro sentiamo solo i botti e vediamo il fumo alzarsi.

Alla spicciolata iniziano ad arrivarci informazioni degli scontri che speriamo siano solo momentanei. Si prova ad avanzare, ma oramai l’aria diventa irrespirabile e in molti comprendono che la giornata cominciata coi migliori auspici, cantando Bella ciao, con slogan, bandiere e striscioni è diventata ben’altro.

Noi decidiamo di ritornare a casa e nel tornare all’auto la difficoltà di evitare le vie invase dai fumi irrespirabili dei lacrimogeni, mi trovo davanti uno dei giovani con mazze e casco e quello che mi chiedo è come sia possibile che non abbiano saputo fermarli prima?

Come può un gruppetto armato e violento in un mare non violento non essere isolato, fermato, identificato. Le voci che circolano sono molte ma non si sa quanto avvalorate. Si parla di premeditazione, di problemi legati al fatto che il percorso non è stato comunicato, e poi c’è la sede di Casapound, oramai liberata e messa in vendita dopo i fatti di domenica che presumibilmente sarà trasferita in altro luogo.

Questi gruppi totalmente incontrollabili e inclassificabili hanno rovinato quanto altre organizzazioni riconoscibili e a volto scoperto stavano realizzando provando a dimostrare come l’antifascismo debba essere qualcosa di altro rispetto alla cultura di odio, violenza e prevaricazione delle libertà proprie del fascismo.

Purtroppo ricette non ne ho anche se delle riflessioni andranno fatte, sperando di trovare degli antidoti anche organizzativi a questi fatti. Ma non mi pento della mia presenza fiero dei molti hanno provato a dare una testimonianza non violenta…purtroppo viviamo tempi in cui questa testimonianza viene continuamente sporcata.

Caparbi dobbiamo resistere alle derive e provocazioni. Due ultime riflessioni. Le indiscrezioni parlono di un centinaio di violenti venuti da Roma. Hanno percorso 600 chilometri indisturbati con caschi e mazze. Suggerisco alcune soluzioni per future manifestazione: provare a creare servizio d’ordine sebbene non più abituati e strutturati per farlo. Organizzare le manifestazione coinvolgendo tutte le forze organizzate

Sconcertante come 100 violenti con mazze non siano stati fermati. Bene che non siano state fatte cariche di polizia provocando feriti. Purtroppo però si registrano vetrine di banche infrante e macchine danneggiate.

Andrea Serena (segretario cittadino di Prc)

Foto ArtVentuno

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