Casale Cremasco, al 25 aprile la pace è stata la protagonista assoluta

Casale Cremasco, al 25 aprile la pace è stata la protagonista assoluta

Casale Cremasco Vidolasco – Durante la cerimonia del 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo, la pace è stata la protagonista assoluta.

La manifestazione, iniziata nella chiesa parrocchiale, è terminata davanti ai monumenti dei caduti prima nella piazza del Comune e a Vidolasco.

Dopo la santa messa, celebrata dal parroco don Gianbattista Scura, è seguito l’intervento del sindaco Antonio Grassi, che può essere riassunto in queste frasi.  «Se vogliamo la pace dobbiamo essere protagonisti, stare in prima linea, essere, come dice papa Francesco, artigiani di pace, ma aggiungo io anche partigiani di pace. In questo modo tutti coloro che sono morti per il 25 aprile 1945, per la Liberazione  non saranno morti invano».

Non è mancato un riferimento al cardinale Matteo Zuppi, che la settimana scorsa, a Crema, aveva sottolineato come al termine della seconda guerra mondiale i padri fondatori dell’Europa non avevano pensato ad una tregua, ma alla pace.

Il sindaco ha preso spunto da questo concetto per ribadire che «La tregua è temporanea, mentre la pace deve essere permanente. Non devono esserci più guerre. Non devono più esserci 25 aprile. Non dobbiamo festeggiare la conclusione di un conflitto».

Poi ha sottolineato: «La tregua non sarà mai sconfitta se continueremo a vivere in una società con i poveri sempre più poveri.  In una società che tutela i privilegi. In una società con la comunità mondiale che nel 2022 ha investito in armi la cifra mostruosa di 2 mila e 200 miliardi di dollari e solo 180 miliardi per la cooperazione dei popoli»

Grassi ha concluso con un appello alla resistenza per raggiungere la pace «Resistenza che deve iniziare con la consapevolezza che per alimentare la pace è necessaria la partecipazione». Poi ha aggiunto: «La tregua non sarà mai sconfitta se non c’è dialogo, se l’egoismo prevale sulla solidarietà, se la geopolitica oscura la geografia dei diritti umani. Se si reprimono le proteste pacifiche e il dissenso. Se la politica abdica al proprio ruolo. Se delega le decisioni all’economia e alla finanza. Se permette alla democrazia di trasformarsi in una tecnocrazia, con scelte guidate solo dalla tecnica e in un futuro prossimo dall’intelligenza artificiale»

Un corteo, partito dalla chiesa, ha raggiunto il monumento dei caduti. Qui sono stati letti i nomi dei caduti di Casale. È seguito un minuto di silenzio per ricordare le vittime di tutte le guerre, comprese quelli dei 31 conflitti in corso e dimenticati. Poi è stata deposta una corona d’alloro al monumento dei caduti. Infine il parroco ha impartito una benedizione.

Chiusa la cerimonia del 25 aprile, è stata presentata la Protezione civile che da quest’anno è diventata parte della Comunità di Casale Cremasco Vidolasco. Il coordinatore Paolo Gionfriddo ha presentato l’associazione e sottolineato che la sede principale si trova in comune a Casale e ha invitato chi fosse interessato ad unirsi al suo gruppo.

Il vicesindaco Antonio Rovida ha ripetuto la cerimonia a Vidolasco. Presenti alla cerimonia i carabinieri della stazione di Camisano con il maresciallo Nicandro Zona.

 

 

 

 

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