Il vicesindaco di Offanengo Daniel Bressan: “La sfida è intavolare un dibattito costruttivo sulle energie che verranno”

Il vicesindaco di Offanengo Daniel Bressan: “La sfida è intavolare un dibattito costruttivo sulle energie che verranno”

Un po’ di storia non guasta, talvolta. Già, tanti anni fa, verso la metà degli anni Settanta, l’allora ministro democristiano dell’Industria, Carlo Donat Cattin, aveva individuato nel Mantovano, verso il fiume Po, un’area potenzialmente attrezzata ad ospitare una centrale nucleare. Ma tale disegno restò appunto soltanto un’ipotesi. E oggi non esistono ufficialmente progetti e input volti a recuperare tale scenario di democristiana memoria.

Iniziare comunque a intavolare discussioni in merito, come suggerisce nel post sottostante il giovane politico cremasco Danaiel Bressan, non è un conetto del tutto strampalato, no?  

“I referendum del 1987 e del 2011 sul nucleare condannano il nostro paese ad essere “azzoppato” prima della partenza nel processo di decarbonizzazione. Nonostante il rischio condiviso con i francesi per le loro centrali a ridosso dei nostri confini, la “tesi” dei detrattori resta: “ma in Italia è pericoloso”, in un delirio di inferiorità rispetto al resto del mondo (siamo peggio di Slovacchia, Ucraina, Bulgaria? Addirittura meno affidabili del Bangladesh?), una posizione avvilente se pensiamo che il nostro paese ha i migliori esperti del campo e, tra l’altro, detiene ancora un know-how importante nel settore.  La vera sfida politica e culturale è ricominciare ad intavolare un dibattito maturo, un dibattito responsabile con l’opinione pubblica, nel quale si inizi a tracciare il percorso “green” nel nostro paese, con la fine dell’era petrolifera, con quale energia vogliamo muovere il paese?

Così postò, sulla sua pagina Facebook nei giorni scorsi, Daniel Bressan, giovane esponente di spicco della Lega e vicesindaco di Offanengo, paese della Bassa Cremasca – Cremonese, per la cronaca tra i più industrializzati della provincia cremonese.

Giovedì scorso 16 settembre, dalle colonne del Corriere della Sera, sintonizzato sulle stesse lunghezze d’onda del presidente della regione Lombardia Attilio Fontana e dalla sua vice Letizia Moratti, Matteo Salvini, il leader della Lega, così invece si è espresso: “Nella regione lombarda ci sono 13 termovalorizzatori, anche a Milano. L’energia nucleare è quella più pulita e sicura, quindi perché no?”.

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