La pagina social del Ministero della Cultura segnala gli scavi archeologici di Palazzo Pignano

La pagina social del Ministero della Cultura segnala gli scavi archeologici di Palazzo Pignano

Lo sapete che a Palazzo Pignano, ecco si possono esplorare l’Antiquarium, la Pieve Romanical’antica chiesa del V secoloi resti del villaggio Altomedioevale del VI e VII secolo d.C. e l’area archeologica della Villa Romana tardo antica? Tra l’altro da quelle parti, gli scavi sono ripresi lo scorso mese di settembre, grazie ai fondi raccolti dal comune, ma pure per merito della generosità della gente comune, di alcuni sponsor, della fondamentale interazione con l’Università Cattolica di Milano e la disponibilità del parroco don Achille Viviani. Il tutto, nel ricordo di Luca Restelli, giovane e competente archeologo, nonché assessore alla cultura di Palazzo,  morto, purtroppo in un incidente stradale nel novembre 2022 che tanto ha fatto per quel particolare, densa di storia e magia, angolo cremasco.

Ebbene, la pagina social del Ministero della Cultura, così ha parlato dell’importante scorcio archeologico cremasco…

“Poco a ovest di Crema numerose campagne di scavo, condotte dal 1963 e ancora oggi in corso, hanno permesso di individuare diverse porzioni di un imponente complesso residenziale tardoantico, che si estendeva fino a raggiungere una superficie totale stimata di circa sei ettari.

L’impianto più recente (IV-V sec. d.C.), che si andò a sovrapporre ad una villa rustica risalente al I sec. d.C. e ampliata fino al III sec. d.C., comprendeva una lussuosa villa a padiglioni e un edificio di culto paleocristiano a pianta centrale, oggi visibile sotto la pieve romanica di S. Martino.

L’ampiezza, le soluzioni inusuali utilizzate nella progettazione dei diversi nuclei e l’elegante decorazione, che contava anche diversi pavimenti musivi parzialmente conservatisi, indicano l’intervento di possessores tardoantichi di grande ricchezza e dal gusto raffinato. 

Il settore residenziale principale si articolava intorno a un cortile ottagonale, dotato di peristilio pavimentato in pietra di Verona; tra i vani che si affacciano sul portico spicca per dimensioni un’aula absidata, probabilmente un ambiente di rappresentanza, provvisto di riscaldamento con sistema a ipocausto. 

Sottolinea la ricercatezza del complesso la presenza di una galleria porticata con esedre alle estremità, che fungeva da collegamento tra i padiglioni e permetteva la vista sull’ampio viridarium; nel giardino doveva trovarsi anche un ninfeo, come indicano i resti di decorazione marmorea, musiva e le conchiglie reperiti negli strati di distruzione dell’edificio.

Nella parte dedicata alle attività agricole sono state trovate le strutture pertinenti a un ampio magazzino e a svariati ambienti per lo stoccaggio e l’essicazione dei prodotti agricoli, oltre ad un’estesa sala riscaldata che doveva avere anch’essa pavimento a mosaico.

Alla fine degli anni ’90 una parte delle strutture conservate fu acquisita dallo Stato e resa fruibile gratuitamente al pubblico in un’area archeologica, oggi gestita dal MIC- Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova.

La visita ai resti comprende un piccolo Antiquarium, che raccoglie alcuni dei reperti recuperati negli scavi ubicato in alcuni locali prossimi all’area, messi a disposizione dal Comune di Palazzo Pignano.

Completa il percorso infine l’allestimento interno alla pieve delle murature relative all’edificio di culto annesso alla villa, visitabili grazie alla disponibilità della Parrocchia di San Martino”.

stefano mauri

 

 

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