“Il nostro Paese ha bisogno di essere raccontato, di essere visto, come un bambino ha bisogno di essere visto”. Con queste parole l’attore Sergio Romano ha accettato il premio come Miglior Attore ai David Di Donatello 2026 per il suo ruolo nel film “Le città di pianura” che meritatamente, alla cerimonia di premiazione dei David di Donatello,  si è portato a casa i più prestigiosi della serata, ovvero Miglior Film, Miglior RegiaMiglior Produttore, Miglior castingMiglior Montaggio, Miglior canzone originale e Migliore sceneggiatura originale – e battuto colossi come Virzì, Martone e Sorrentino (sorprendentemente rimasto senza neanche un premio in mano). E così, l’attore, cremonese d’adozione, Romano, ha commentato, in modo più esteso, il meritatissimo riconoscimento ottenuto: “Sappiamo tutti qual è il momento e quello che viviamo, non solo nel mondo del cinema ma nel mondo, in generale. Quindi mi permetto semplicemente di condividere una riflessione sul nostro lavoro. Il nostro Paese ha bisogno di essere raccontato, ha bisogno di essere visto. Come un bambino ha bisogno di essere visto, come ognuno di noi ha bisogno di essere visto e di specchiarsi negli occhi degli altri. Quindi la riflessione è semplicemente: Cosa stiamo guardando? Questa è la nostra responsabilità“. Ah, questa, la fotografia essenziale del lungometraggio pluripremiato: “Nel Veneto rurale, due amici di bevute inseguono la leggenda di un tesoro nascosto dal loro compagno Genio. Con loro un giovane architetto in cerca di sé”.

stefano mauri

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