Granducato del Campanile (A Crema che vuole, ma non può più…)

Granducato del Campanile  (A Crema che vuole, ma non può più…)

In occasione della Giornata Mondiale della poesia, che cade oggi, una “provocatoria” poesia sullo stato della Città Giocattolo

Ed è un Granducato del Campanile

Diviso su tutto

Anche se si crede

Altezzosamente, ottusamente

Una Repubblica del Tortello

Crema

Cittadina in recessione,

Ma comunque

Nonostante il grigio momento

Apparentemente isola felice;

E’ dunque un Granducato

Dal cuore politicamente a sinistra,

Ma col portafoglio tendenzialmente a destra

E tanta gente furbetta

La Cittadina di Crema

Con la sindachessa di corsa

Ambiziosamente lanciata

Verso la Roma Ponentina,

Che ormai l’attenzione

Alle piccole cose

Legate al nobile Re Tortello

Dolce nel gusto

Aristocratico nell’aspetto

Oggi sono superate

Rapite, attirate

Dalle correnti Renziane.

E’ un Granducato fazioso

Quello Cremasco

Opportunista, poco lungimirante

Unito in apparenza,

Diviso, invidioso in sostanza

Con una squadra di calcio

Messa male in classifica,

Salvata tempo fa

Dai poteri forti autoctoni

E da menti pensanti cremonesi

Un tempo, questi, acerrimi rivali,

Ora  cugini sodali

Forze trainanti

Del Dolce Re Tortello

Granducato stagnante

Che potrebbe, ma non vuole

Smuovere le acque

Stefano Mauri

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