Il circolo Legambiente Alto Cremasco esprime forte preoccupazione per le dichiarazioni del sindaco di Vaiano Cremasco, Graziano Baldassarre, relative alla possibilità di ridurre il bosco cresciuto negli ultimi vent’anni tra la zona industriale e il canale Vacchelli per far spazio ad una mensa a servizio delle aziende.
In un territorio come la Pianura Padana, tra le aree con la peggiore qualità dell’aria in Europa, ogni bosco e ogni fascia verde rappresentano un presidio ambientale fondamentale. Gli alberi contribuiscono infatti all’assorbimento delle polveri sottili, alla mitigazione climatica e alla tutela della biodiversità.
Per questo motivo riteniamo inaccettabile che un bosco spontaneo venga descritto come “una selva di nessuna utilità”. Al contrario, si tratta di un patrimonio ambientale che merita gestione e valorizzazione.
Va inoltre ricordato che, nei comuni non compresi in parchi regionali o enti di gestione naturalistica, la responsabilità della tutela del patrimonio arboreo ricade direttamente sull’amministrazione comunale. La normativa nazionale – a partire dalla Legge n. 10 del 2013 sullo sviluppo degli spazi verdi urbani – richiama i Comuni alla tutela e all’incremento del verde pubblico e del patrimonio arboreo.
Il problema segnalato dal sindaco, relativo all’abbandono di rifiuti nell’area, non può essere utilizzato come giustificazione per la riduzione del bosco. Al contrario, dovrebbe essere affrontato con strumenti di controllo e prevenzione: accessi regolati, installazione di sbarre e utilizzo delle fototrappole già in dotazione al Comune.
Inoltre esistono aree già compromesse che potrebbero essere recuperate senza sacrificare boschi spontanei. Un esempio evidente è quello dell’ex campo base del cantiere per il raddoppio della Paullese, una zona periferica oggi segnalata da anni in stato di degrado e oggetto già nel 2020 di richieste di bonifica e riqualificazione da parte di forze politiche locali.
Recuperare e riqualificare queste aree dismesse sarebbe una scelta più coerente con i principi di sostenibilità e consumo di suolo zero, evitando di eliminare spazi naturali che svolgono una funzione ambientale preziosa.
Non possiamo inoltre dimenticare le criticità che negli anni hanno interessato proprio le aree lungo il canale Vacchelli durante i lavori di ampliamento della Paullese, dove interventi infrastrutturali e urbanistici hanno già inciso pesantemente sul paesaggio e sugli ecosistemi locali.
In Pianura Padana la perdita di ogni piccolo bosco rappresenta un arretramento ambientale che non possiamo permetterci. La risposta alle criticità del territorio non può essere quella di tagliare alberi, ma semmai di gestire meglio il verde e recuperare gli spazi già degradati.
Il circolo Legambiente Alto Cremasco continuerà a promuovere la tutela degli alberi e del patrimonio naturale del territorio. In questo spirito saremo presenti a Crema con le iniziative legate alla Festa dell’Albero, 20 Marzo in Piazza Duomo a Crema, organizzate dal Parco Regionale del Serio, occasione in cui lanceremo anche la campagna iscrizioni 2026 dell’associazione.
Difendere gli alberi significa difendere la salute delle comunità che vivono in uno dei territori più fragili dal punto di vista ambientale.
Oscar Stefanini
Presidente
Legambiente Alto Cremasco





