Il dottor (e assessore) Attilio Galmozzi: “Il Pil non può più essere l’unico indicatore del benessere collettivo. Va rivoluzionato il sistema”  

Il dottor (e assessore) Attilio Galmozzi: “Il Pil non può più essere l’unico indicatore del benessere collettivo. Va rivoluzionato il sistema”  

Da oggi si riparte…

Riaprono tante attività duramente colpite dalla pandemia, riapre la ristorazione, riaprono luoghi aggregativi, la possibilità di muoversi e di riprendere una vita normale. Speriamo per sempre.

In tanti non riapriranno e un pensiero va a loro che hanno pagato un prezzo molto alto.

Questo anno abbondante di pandemia porterà con sé tante, troppe povertà: educative, economiche, sociali, relazionali, sanitarie e d’accesso alle cure. Colmare quelle povertà sarà la grande sfida del futuro, da qui ai prossimi anni.

Il PIL non può essere ancora l’unico indicatore del benessere collettivo, va rivoluzionato un sistema, tanto economico quanto sociale. E questa rivoluzione deve essere ora, non dopo. Adesso, non domani. Lo dobbiamo ai tanti che hanno perso la vita, in primis. A chi ha perso il lavoro, a chi per mesi è rimasto solo, ai margini di tutto. Lo dobbiamo ai nostri bambini e ai nostri adolescenti, che hanno resistito come leoni, ma che potrebbero cedere. Lo dobbiamo alle tante attività economiche, specie quelle più piccole, che dovranno rimettersi in gioco partendo da zero.

Questo successo (o il suo ennesimo fallimento) dipenderà da noi. Dalla nostra prudenza e dalla nostra capacità di rispettare noi e gli altri.

La copertura vaccinale gioca un ruolo chiave in questa prospettiva: più sarà veloce e massiccia, meno rischi correremo.

L’obiettivo è non chiudere più: un obiettivo difficile ma alla portata. Nessuno vuole più rivivere questo incubo globale. Allora proviamoci davvero, adesso.

 

Così postò sulla sua pagina Facebook il dottor (medico specializzato in medicina d’urgenza presso l’Ospedale Maggiore di Crema) e assessore Attilio Galmozzi.

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