“Il nastro di Möbius” come forza rivelatrice – I Votto indagano l’asimmetria dell’animo umano

“Il nastro di Möbius” come forza rivelatrice – I Votto indagano l’asimmetria dell’animo umano

Il furore dei Votto si dispiega come Il nastro di Möbius: un’asimmetria tra screamo e metal che sbalza le paure fuori dai nostri corpi per innestarle negli altri.
Il nuovo singolo dei Votto esordisce con una raffica di colpi di batteria e chitarra, inaugurando il suono più prepotente che la band abbia mai concepito fino ad ora. Il vuoto profondo che come un seme cresce dentro di noi è la matrice di tutte le paure conosciute dall’Infesta le mie visioni / Detta quello che vorrei”.
Il Nastro di Möbius è una superficie non orientata, non specchiabile, protesa all’imprevedibilità. Come la struttura ideata dal matematico tedesco da cui prende il nome, anche il brano possiede una struttura irregolare che prefigura due momenti distinti. Nella prima parte del pezzo la voce scende tra i meandri della propria anima, faccia a faccia con una paura paralizzante, alla ricerca della fonte della propria sofferenza. Nella seconda parte invece la paura viene estrapolata dal corpo e si concretizza nella figura dell’altro con il quale diventa sempre più difficile instaurare un dialogo.

 

L’inquietudine cantata dai Votto aleggia come un simbionte che si aggrappa agli umani. Ecco che nel momento in cui ci si relaziona con l’altro, si realizza di avere davanti a sé il riflesso dell’ennesimo uomo soggiogato. Nonostante tale infestazione, la band scorge la vita dietro alla fobia seguendo la struttura asimmetrica del nastro di Möbius, strumento rivelatorio per la sopravvivenza al sofferto grido del gruppo piacentino.

 

È dalle pieghe di corpi irregolari che si delinea la nuova fase musicale dei Votto, giunti al 2024 pronti a rilasciare il secondo disco, caratterizzato da una pasta più tetra e violenta, in uscita il 22 marzo in un’edizione limitata in vinile per Non ti seguo Records.

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