Il presidente di Assoenologi Cotarella la pensa come Mario e Dino Barbieri da Cremona: “Il vino naturale non esiste”.

Il presidente di Assoenologi Cotarella la pensa come Mario e Dino Barbieri da Cremona: “Il vino naturale non esiste”.

Il vino naturale non esiste. Lo ha sottolineato Riccardo Cotarella, enologo e presidente di Assoenologi, in occasione dell’Anteprima del Vino Nobile che si è svolta a Montepulciano, nell’incontro con Brunello Cucinelli moderato dalla giornalista del TG1 Anna Scafuri. “Dividere cioè che è poesia e filosofia da ciò che è realtà. Come si fa a raggiungere la sostenibilità? La sostenibilità vera, pratica, quotidiana, attraverso la conoscenza dei fenomeni che nell’ambiente ci circondano, e non solo andamento climatico” ha detto Cotarella che poi ha aggiunto: “La scienza è alla base, non è un’arte fai da te la sostenibilità. Parliamo della viticoltura: quante volte sentiamo dire l’uva nasce da sola, il vino nasce da solo, ci pensa la natura. Ci deve pensare l’uomo, quando si parla del vino fai da te. Io ho avuto uno scontro frontale con Report, che mi parlavano di vino naturale. Il vino naturale non esiste, non esiste. La natura ci ha dato l’uva per due scopi: o per mangiarla o per fare aceto. Ha creato l’uva solo per questo. Se noi vogliamo fare il vino bisogna deviare il percorso naturale, con la scienza, esperienza, errori fatti che non devono essere ripetuti. Quindi se noi vogliamo ottenere questa sostenibilità vera, pragmatica e pratica, basta con queste storielle della sera che ci raccontano, che la natura pensa a tutto, no non è così. Ogni settore, non solo il vino, non solo la moda, qualunque professione necessita di preparazione professionale e scientifica, altrimenti facciamo disastri. Sapete perché la nostra macchia nera indelebile dl vino, vale a dire il metanolo, giugno 1986, è venuta fuori? Perché quel delinquente di produttore non aveva vicino a se un enologo. Se ce l’avesse avuto gli avrebbe detto: che stai facendo disgraziato, scambi l’alcol metilico con l’alcol etilico, così ammazzi le persone. Non c’era un enologo e ha fatto un disastro; nel nostro settore servono enologi, agronomi, persone che sanno cosa fare senza troppi girigogoli fantasiosi”. Così, sposando quindi, indirettamente, la filosofia professionale di Mario (enologo, oste, commerciante) e Dino (sommelier, commerciante, ristoratore) Barbieri, parlò Cotarella.

stefano mauri

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