Il Re del Culatello Luciano Spigaroli all’Antica Osteria del Cerreto. Per stupirvi, da Stefano Scolari, il Culatello, abbinatelo al ‘Domm Nettare dei Santi’

Il Re del Culatello Luciano Spigaroli all’Antica Osteria del Cerreto. Per stupirvi, da Stefano Scolari, il Culatello, abbinatelo al ‘Domm Nettare dei Santi’

Allora, nota a margine: “La storia della famiglia Spigaroli, originaria di Polesine è iniziata più di 150 anni fa. Nell’800 il bisnonno Carlo era norcino di fiducia del Maestro Giuseppe Verdi. Poi, le generazioni successive hanno lavorato duramente allevando animali, piantando pioppi, producendo ortaggi, frutta, grano, salumi e traghettando i viaggiatori da una sponda all’altra del fiume Po. Oggi, Luciano e Massimo Spigaroli, grazie alla loro tenacia e creatività, hanno raccolto il testimone dei loro avi, trasformando le tradizioni di famiglia e della bassa parmense in un piccolo mondo dedicato all’ospitalità, alla ristorazione, alla produzione di salumi e alla storia contadina di questo straordinario territorio posto sulla golena del Po. Benedetta in questa ottica continua la tradizione del papà Luciano e dello zio Massimo”… Ebbene, nei giorni scorsi, Luciano Spigaroli, precisamente domenica 11 febbraio a pranzo, ecco ha pranzato in quel di Abbadia del Cerreto, all’Antica Osteria del Cerreto (Bassa Lodigiana, a un tiro di schioppo dal territorio Cremasco, ndr), dall’amico e collega (è un grandissimo Cuoco – Imprenditore) Stefano Scolari. Ovviamente, il Culatello (nelle versioni ‘minimo 18 mesi, ‘Riserva Carta Oro’ e ‘Presidio Slow Food’), selezionato da Stefano in persona, dell’Antica Osteria del Cerreto, appunto è Made in Spigaroli. Cambiamo un attimo discorso, per ricordare come la meravigliosa, avvincente, ‘olimpica’, laboriosa storia vitivinicola della famiglia Riccardi risale alla fine del 1800, quando le uve coltivate nei vigneti di proprietà venivano vinificate nella vecchia tinaia dell’oratorio di San Rocco a San Colombano, enclave lodigiana, in provincia di Milano. A quei tempi, il vino ottenuto veniva utilizzato per uso proprio o barattato con altri beni di consumo. Alla fine degli anni 40 Franco Riccardi, dopo aver lasciato l’attività sportiva che lo aveva portato alla gloria olimpica con ben 4 ori nelle gare di spada, decise di trasformare quella che fino ad allora era stata una passione di famiglia in un’attività imprenditoriale, dando nuova immagine al prodotto ottenuto, imbottigliandolo e facendolo conoscere sulle tavole dei milanesi. Ebbene, oggi Gianenrico Riccardi, con la stessa passione e dinamicità imprenditoriale degli avi, dà continuità alla storia vitivinicola di famiglia realizzando nei vigneti, prima ancora che nelle botti, prodotti di qualità, nell’assoluto rispetto dell’ambiente e con lo sguardo sempre rivolto alla qualità e all’innovazione. E torniamo al Culatello nobile salume, portata prelibata, abbinabile a varie tipologie di vino, disponibile, se volete ovviamente, da Stefano Scolari, anche in un accostamento, sensualintrigante, sorprendente, fuori dagli schemi, col ‘Domm Rosé, Nettare dei Santi’, spettacolare, tipico Spumante, Metodo Classico Millesimato, ottenuto da uve: Pinot Nero 60% e Chardonnay 40%, coltivate in quella, magica, collinare, terra di San Colombano al Lambro, dopo un affascinante ‘invecchiamento’ di 30 mesi.

stefano mauri

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