Il ritorno dance (un po’ cremonese e cremasco) dei Ricchi e Poveri al Festival di Sanremo

Il ritorno dance (un po’ cremonese e cremasco) dei Ricchi e Poveri al Festival di Sanremo

Dopo aver vinto tre volte il Festival di Sanremo nella “Sezione Campioni” (Massimo Ranieri, Annalisa Minetti, Jalisse) e quattro volte nella “Sezione Giovani” (Paola e Chiara, Annalisa Minetti, Jalisse, Dolcenera), ma soprattutto, dopo aver diretto, tante volte, l’orchestra che ha accompagnato, i brani sanremesi di tanti cantanti al Festival della Canzone Italiana, il Maestro Lucio Fabbri da Crema, torna all’Ariston per accompagnare, alla direzione dell’orchestra, la canzone (un pezzone da ballare) dei Ricchi e Poveri ‘Ma non tutta la vita’, brano dance, tra le altre cose, scritto pure dal compositore cremonese Edwyn Roberts. Musicista polistrumentista, produttore, arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra cremasco, durante la sua straordinaria carriera, Fabbri (soprannominato ‘Violino’) ha collaborato con tantissimi cantanti, Maneskin (ha curato la produzione dell’EP Chosen) compresi.

Il leader del gruppo Lucio Fabbri & Friends, band con la quale ripropone in concerto alcuni tra i brani più significativi da lui prodotti e arrangiati nel corso della sua carriera, indubbiamente alla musica (tutti i grandi artisti si sono affidati a lui), attraversando vari generi, ecco ha dato tanto e tanto darà. Così, Lucio Fabbri, durante un’intervista rilasciata al giornalista Massimiliano Beneggi, tempo fa, descriveva il suo lavoro: “Nessuno nasce direttore, ma chiunque ami l’orchestrazione sa che quello è un ruolo che talvolta può far parte di lui. Io volevo fare il musicista: in particolare mi è sempre piaciuta la figura dell’arrangiatore e dell’orchestratore. Perciò, quando è necessario, divento direttore d’orchestra: è un ruolo collaterale al mio lavoro quotidiano. Ci sono poi varie sfaccettature: a volte dirigo un’orchestra, altre una band più ridotta, a volte anche un coro. oggi al Festival ci sono le parti pre-registrate, che un tempo erano proibite. Dirigere ha però ovviamente mille sfaccettature, non riguarda unicamente Sanremo e la sua presenza televisiva. Ricordiamoci che c’è dietro un lavoro immenso, basato su una grande empatia tra il direttore e l’orchestra”.

stefano mauri

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