Ok l’Italia a due ruote su pista agli Europei. Il tecnico Villa guarda sereno alle Olimpiadi, ma servono le strutture 

 Ok l’Italia a due ruote su pista agli Europei. Il tecnico Villa guarda sereno alle Olimpiadi, ma servono le strutture 

Già è decisamente buono il bilancio dell’Italia agli Europei di ciclismo su pista di Grenchen (Svizzera) che ha chiuso con sette medaglie: 3 ori, 3 argenti e 1 bronzo, cinque delle quali sono state conquistate in specialità olimpiche. A conclusione della rassegna continentale, il commissario tecnico Marco Villa ha stilato un resoconto in vista dei Giochi Olimpici di Parigi 2024: “Rispetto allo scorso anno manca qualche medaglia, ma qui il livello era molto più alto, siamo entrati nella fase di qualifica olimpica e a guadagnarne è stato in primis lo spettacolo, con gare di altissima qualità. Ci siamo fatti trovare pronti e all’altezza delle prime squadre al mondo, dobbiamo sfruttare questo anno e mezzo che ci separa dalle Olimpiadi per finalizzare il lavoro e limare qualche situazione. Sono molto fiducioso. Ripeto, sono felice di quello che siamo riusciti a fare a Grenchen, i prossimi appuntamenti adesso saranno le Coppe del MondoA Tokyo sono partito con l’idea di fare medaglia in tutte e tre le discipline. Adesso, anche se manca più di un anno, dico che punteremo alle sei medaglie: tre con i ragazzi e tre con le ragazze”. Tuttavia una nota stonata, in questo momento felice per la rappresentativa azzurra guidata da Villa. E ne ha parlato lo stesso tecnico: “Nell’inseguimento ci siamo anche se siamo all’inizio della stagione, ma le gare di gruppo ci devono far riflettere. Ci mancano le gare in Italia e solo potessimo utilizzare Montichiari per farne qualcuna ci aiuterebbe. In questa fase della stagione noi non abbiamo gare nelle gambe, mentre chi ha vinto ha fatto una stagione invernale completa”. La vicenda del velodromo di Montichiari, a cui fa riferimento Villa, è emblematica delle difficoltà e delle contraddizioni che sta vivendo il ciclismo su pista in Italia. La struttura, unico velodromo coperto nel nostro paese, è stata posta sotto sequestro nel 2018 per motivi di sicurezza ed è utilizzabile solo dagli atleti della nazionale per gli allenamenti.

Insomma, nonostante tutto, grazie alla bontà del lavoro sin qui volto dal tecnico cremasco Marco Villa, dai suoi collaboratori (tra i quali Ivan Quaranta da Vaiano Cremasco) e dai ciclisti, ecco c’è un’Italia che convince. E se ci fossero più strutture sportive degne di tale nome, il tutto forse sarebbe più semplice, no?

sm

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