27 Ott 2026, Mar

Risposta interpellanza “Il ponte a strappi” – assessore Pagliari

Signor Presidente, colleghi consiglieri,

rispondo all’interpellanza presentata dal consigliere Simone Beretta sul ponte di via Cadorna, affrontando le questioni tecniche e amministrative sollevate.

Entrando nel merito, desidero chiarire tre questioni fondamentali: il passaggio da MTSE Engineering a In.SPE, le modalità degli affidamenti professionali e le differenti valutazioni sulle condizioni strutturali del ponte.

1. Perché siamo passati da MTSE Engineering a In.SPE

MTSE Engineering ha svolto nel corso degli anni un importante lavoro di studio, indagine e progettazione sul ponte di via Cadorna.

Con l’evoluzione delle condizioni dell’infrastruttura e delle esigenze progettuali, si è resa necessaria una nuova fase di approfondimento, finalizzata alla prosecuzione e al completamento della progettazione, come già illustrato all’interpellanza della consigliera Zanibelli lo scorso maggio ammontavano a 133.600 euro + 4% e Iva al 22%.

 Nel frattempo, gli incarichi professionali già conferiti a MTSE avevano raggiunto un valore economico tale da richiedere una specifica valutazione delle procedure di affidamento applicabili.

Si è quindi proceduto alla ricerca di un nuovo studio di ingegneria, dotato delle competenze necessarie per prendere in carico il lavoro precedentemente sviluppato e proseguire le attività progettuali.

La scelta è ricaduta su In.SPE, individuata per le competenze professionali richieste dalla nuova fase dell’intervento.

L’obiettivo era garantire la continuità tecnica della progettazione e il completamento delle attività necessarie per arrivare al progetto esecutivo.

La successione di professionisti diversi su un intervento complesso non costituisce, di per sé, un’anomalia. Ciò che conta è che ciascun affidamento sia motivato, correttamente definito e coerente con le procedure previste dalla normativa.

2. Gli importi degli incarichi e la questione dell’affidamento diretto

Il consigliere Beretta richiama gli importi degli incarichi conferiti a MTSE e quello relativo a In.SPE, ponendo il tema del possibile frazionamento delle prestazioni.

È una questione sulla quale è giusto fornire chiarimenti precisi.

L’articolo 50, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 36/2023 prevede la possibilità di affidamento diretto per i servizi di ingegneria e architettura di importo inferiore a 140.000 euro.

La corretta applicazione di tale disposizione richiede tuttavia di considerare l’oggetto delle prestazioni, il valore stimato del servizio e il divieto di frazionamento artificioso degli appalti.

È quindi necessario distinguere le attività già affidate a MTSE da quelle successivamente affidate a In.SPE, verificandone contenuto, finalità e autonomia.

La semplice somma degli importi dei diversi incarichi non è sufficiente, da sola, a dimostrare l’esistenza di un frazionamento artificioso che non c’è stato. La valutazione deve essere effettuata sulla base degli atti amministrativi e delle prestazioni effettivamente richieste.

Per quanto riguarda l’importo richiamato nell’interpellanza per In.SPE, occorre inoltre distinguere il valore contrattuale del servizio dagli eventuali oneri previdenziali e fiscali, così da verificare correttamente la soglia applicabile.

Su questo punto gli uffici competenti possono fornire il dettaglio degli affidamenti e delle relative motivazioni, l’incarico per la progettazione e della direzione dei lavori è di 129.810 euro + il 4% e il 22% di IVA.

Mi permetto soltanto una considerazione: sommare gli importi è un’operazione aritmetica; valutare la correttezza di una procedura amministrativa richiede qualche elemento in più.

3. Le differenti valutazioni sulle condizioni del ponte

Il consigliere Beretta richiama inoltre le differenti conclusioni contenute nelle valutazioni tecniche sulle condizioni strutturali del ponte.

A questo proposito è necessario ricordare un elemento fondamentale: tra la prima valutazione e la seconda sono trascorsi sei anni.

Sei anni durante i quali il deterioramento dell’infrastruttura è proseguito.

Stiamo parlando di un ponte costruito nel 1902, caratterizzato da una struttura metallica soggetta nel tempo a fenomeni di corrosione e degrado.

È quindi necessario considerare che le condizioni di un manufatto di questo tipo possono modificarsi sensibilmente con il trascorrere degli anni.

Le differenti valutazioni tecniche devono essere esaminate alla luce delle condizioni rilevate nei rispettivi momenti, dei dati disponibili e delle metodologie utilizzate.

Non significa necessariamente che la prima valutazione fosse sbagliata o che la seconda sia contraddittoria.

Significa che un’infrastruttura si deteriora e che le valutazioni di sicurezza devono tenere conto dell’evoluzione delle sue condizioni.

Il deterioramento di un ponte, purtroppo, non si interrompe in attesa che venga completato il progetto per il suo rifacimento.

È un dato tecnico che non possiamo ignorare.

4. Il monitoraggio continuo e gli obblighi di sicurezza

Desidero inoltre precisare che il ponte di via Cadorna è stato costantemente monitorato nel corso degli anni.

E il monitoraggio prosegue ancora oggi, nonostante la chiusura al traffico.

La prosecuzione del monitoraggio risponde anche alla necessità di garantire che i tecnici e gli operatori chiamati a intervenire sul manufatto possano lavorare sulla base di informazioni aggiornate sulle sue condizioni, adottando le necessarie misure di sicurezza.

La chiusura al traffico, infatti, non elimina automaticamente le criticità strutturali.

Questo aspetto è particolarmente importante perché dimostra che l’attenzione alle condizioni strutturali dell’infrastruttura non si è interrotta con la decisione di chiuderla. 

La sicurezza di un’infrastruttura non si valuta scegliendo la relazione tecnica che si preferisce, ma considerando le condizioni effettive della struttura e la loro evoluzione nel tempo.

Questo non significa sottovalutare i disagi che la chiusura ha prodotto.

Al contrario, l’Amministrazione ha adottato misure concrete per limitarne le conseguenze.

Per quanto riguarda le attività economiche interessate, i ristori relativi al primo quadrimestre sono già stati concordati ed erogati.

Ulteriori risorse sono state inoltre accantonate nel bilancio comunale per affrontare le successive necessità.

Si tratta quindi di interventi economici concreti e non di semplici dichiarazioni di intenti.

Parallelamente sono state attuate modifiche alla viabilità, con l’obiettivo di contenere, per quanto possibile, le difficoltà della circolazione e dell’accessibilità dei quartieri interessati.

Sono strumenti fondamentali per assumere decisioni responsabili sulla sicurezza del ponte, dei cittadini e delle persone che dovranno lavorare al suo recupero.

È questo il principio che ha guidato e continua a guidare le nostre decisioni.

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