Salviamo la Treccia d’oro, subito una realtà che ne rilevi il marchio e il diritto di prduzione

Salviamo la Treccia d’oro, subito una realtà che ne rilevi il marchio e il diritto di prduzione

La notizia la sapete. Ieri è stata la notizia locale più discussa: la Treccia d’oro chiude. La storica pasticceria cremasca, fondata nel 1954 da Vittorio Maccalli, abbassa definitivamente le serrande proprio nell’anno del suo settantesimo compleanno. Ed è un gran peccato, come sempre quando chiude un attività commerciale, tanto più quando si tratta di una attività commerciale storica, nel 2016 aveva anche avuto il riconoscimento da Regione Lombardia di attività storica.

Ma in questo caso c’è un aggravante che dovrebbe far correre ai ripari qualcuno. Il dolce che da il nome alla pasticceria è stato riconosciuto prodotto tipico, ha pure una pagina su Wikipedia. Ora, ovviamente i proprietari sono libero di gestire come meglio credono la loro impresa. Ma non sarebbe il caso di intervenire per salvare la ricetta e la produzione della Treccia d’oro? Il marchio e il diritto di produzione non potrebbe essere ceduto a qualche pasticceria? O non si potrebbe fondare qualche associazione che ne rilevi la ricetta e il diritto di cedere l’opportunità di produrlo ad altre realtà?

Quando chiuse la drogheria storica che deteneva la ricetta tipica del tortello cremasco lo scettro passò ad un altra drogheria del territorio. Insomma, perché non fare qualcosa per tutelare lo storico dolce? Magari in attesa che la famiglia Maccalli decida di tornare sul mercato come auspica l’assessore Franco Bordo in un sentito post su Facebook.

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