Valentina, Elena, Elisa, Lucrezia, Elisa, Francesca e Serena: una poesia per loro

Valentina, Elena, Elisa, Lucrezia, Elisa, Francesca e Serena: una poesia per loro

<Tra tre settimane esatte sarò in Erasmus a Barcellona. Aiuto. Oddio, ricordatemi come una cara ragazza che salutava sempre>. Così, lo scorso 6 febbraio scriveva, sul su profilo Facebook, Elisa Valent, una delle sette studentesse morte nella notte tra domenica e lunedì scorsi in Spagna, in un tremendo incidente stradale. Gioco? Timore? Presentimento? Non sapremo mai perché Elisa, sopravvissuta a una grave forma di leucemia che l’aveva colpita in passato, così scriveva (a pensarci adesso vengono i brividi) nemmeno due mesi fa. Non si dovrebbe morire mai, ma soprattutto non di può morire a vent’anni, ma è anche vero che se nasciamo piangendo, forse il vero senso della vita è vivere appieno ogni giorno per rinascere poi a nuova vita. E sicuramente, Elisa, Lucrezia, Valentina, Elena, Serena, Elisa e Francesca, pur brevemente, pienamente hanno vissuto. E in questi giorni, ovunque siano staranno mordendo con gusto quella che è la … loro nuova vita. La Sussurpoesia della settimana, anche se non serve a nulla è per loro.

 

 

Vivere Appieno

 

(A Valentina, Elena, Elisa, Lucrezia, Elisa, Francesca e Serena)

 

 

Notte di pioggia

Eppure di luce

Quella vera

Che nonostante tutto,

Anche sa fa male

Anche se fa piangere

E soffrire

Sa illuminare;

Non si dovrebbe mai morire,

Ma chi vive appieno

Pienamente

Mordendo la vita

Non muore mai

Stefano Mauri

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