Si apre con un concerto di danza a cura del Balletto di Roma
Crema, 13 ottobre 2026
Il 30 ottobre alle ore 21,00 avrà inizio la nuova stagione 2026/2027 del Teatro San Domenico di Crema.
L’inaugurazione sarà con “Astor – un secolo di tango”, un concerto di danza a cura del Balletto di Roma. Si tratta di un viaggio tra le suggestioni e le sonorità del tango, iniziato nel 2021 in occasione del centenario della nascita di Astor Piazzolla, autore e interprete musicale tra i più importanti di questa forma d’arte nata a fine ‘800 nei sobborghi di Buenos Aires.
“Il grande numero di realtà di danza presenti nel territorio cremasco rendono questo linguaggio artistico particolarmente importante per il nostro pubblico. Per questa ragione abbiamo scelto di aprire la stagione con ‘Astor’, una scelta stimolante che porta sul nostro palcoscenico un linguaggio capace di raccontare emozioni profonde attraverso una sensibilità lontana dalla tradizione accademica.” – dichiara il Direttore Artistico, Maurizio Colombi.
La Compagnia del Balletto di Roma nel 2021 inizia un viaggio tra le suggestioni e le sonorità del tango in occasione del centenario della nascita di Astor Piazzolla (Mar del Plata, 11 marzo 1921), autore e interprete musicale tra i più importanti di questa forma d’arte nata a fine ‘800 nei sobborghi di Buenos Aires.
Sorto dall’esigenza di comunicare tra culture, lingue e tradizioni diverse, il tango ci ricorda chi siamo, da dove veniamo e qual è stato il percorso che ha indissolubilmente unito umanità distanti in un comune “non luogo”, oltrepassando oceani e confini.
Astor è un “concerto di danza” in cui le musiche di Astor Piazzolla, arrangiate da Luca Salvadori ed eseguite dal vivo dal bandoneòn di Mario Stefano Pietrodarchi, esecutore brillante di fama internazionale, emergono come le vere protagoniste in una nuova armonia artistica danzata e narrata dalla voce recitante di Vincenzo Bocciarelli.
Un soffio, un respiro, quasi una parola, ci svelano la fragilità dell’uomo Piazzolla, che risuona oggi in una relazionalità ormai dematerializzata. In scena, ispirato dalla carismatica presenza del Maestro Mario Stefano Pietrodarchi e dalle preziose immagini di Carlo Cerri, Valerio Longo porta otto danzatori del Balletto di Roma a compiere un viaggio trasformativo in cui respiri, abbracci e fusioni sono al centro di azioni coreografi che intense e fuse nel moto ondulatorio magico del bandoneòn.
La parola-chiave è “coraggio”: quello declamato dai testi immortali di Jorge Luis Borges nei suoi tanghi e milonghe, così come quello dello stesso Piazzolla, che ha rotto gli schemi della musicalità del “tango viejo” per arrivare al “nuevo tango” che tanto lo ha reso celebre nel mondo.
A curare tutti gli elementi compositivi di quest’opera/concerto è la maestria e l’esperienza di Carlos Branca, regista argentino di spicco sulla scena internazionale e profondo conoscitore dell’uomo Piazzolla. Astor rievoca i sentimenti degli odierni viaggiatori del mondo, l’umanità intera, andando oltre la purezza tecnica e rituale del tango, per rafforzarne energie, desideri e palpitazioni tutte contemporanee.
Abbiamo avuto modo di parlare con il coreografo Valerio Longo: “La musica di Astor coordina tutto lo spettacolo, è un viaggio all’interno e all’esterno delle sue vicissitudini di uomo e di artista. Ha proiettato il tango verso nuovi orizzonti, in quanto i contenuti della sua musica sono stati interpretati da grandi artisti.
Inizialmente Piazzolla non voleva suonare per il tango, invece poi è diventato promotore di qualcosa di forte, di un grande cambiamento.
Lo spettacolo è uno snodarsi di quadri che si susseguono con testi che portano ad una visione completa dell’artista.
Mi sono rimesso a giocarci, perché quando è nato era il periodo della pandemia, c’era una tensione forte per il tango perché non si potevano avere contatti. Oggi ho voluto ridare vita a quel frastuono emotivo, dando libertà a quelle emozioni compresse.
È un viaggio umano, io stesso ho fatto un viaggio anche dentro di me, partendo dai ricordi del mio bisnonno che viaggiava per lavoro.
Lo spettacolo ha dunque un aspetto autobiografico che non è così esplicito, ma c’è.
Il finale, che non voglio spoilerare, non vuole essere un gesto cristiano, ma una continuità nel credere nelle energie che mettiamo in circolo. Così come l’amore di Astor per la musica è rimasto e arriva fino a noi.
Sul palco ci saranno otto danzatori contemporanei del Balletto di Roma – quattro uomini e quattro donne – due tangueros, un musicista di bandoneòn e fisarmonica e un attore.
Io faccio parte della direzione del Balletto di Roma; i danzatori sono le mie perle. Si dedicano a questo mestiere difficile con grande dedizione. Io l’ho fatto fino a 44 anni, è un lavoro che purtroppo è sempre poco riconosciuto; ho sempre sentito in generale di dover dare un contributo alla danza. Il Balletto di Roma rivendica una vera italianità, è un punto di riferimento in Italia.
Abbiamo messo in scena ‘Astor’ più di cento volte in cinque anni, siamo davvero orgogliosi.”
Credit:
i danzatori del Balletto di Roma
Francesca Magnini, Direzione Artistica del Balletto di Roma
Mario Stefano Pietrodarchi, bandoneòn e fisarmonica
Vincenzo Bocciarelli, voce narrante
Leonardo e Cristina Elias, i tangueri
Luciano Carratoni, concept
Valerio Longo, coreografia
Carlos Branca, regia
Astor Piazzolla, musiche
Luca Salvadori, arrangiamenti e musiche originali
Carlo Cerri con Emanuele De Maria, luci
Silvia Califano, costumi
Roberta De Simone, messa in operatività
INFO: Tel. 0373-85418 info@teatrosandomenico.com
(Visited 8 times, 8 visits today)






