22 Ott 2026, Gio

I π‘€π‘’π‘ π‘‘π‘’π‘Ÿ πΆπ‘Ÿπ‘’π‘šπ‘Žπ‘ π‘β„Ž partono da lontano. E Alberto Tuzza, ricercatore e storico, ci racconta una simpatica storia di voli mancati in mongolfiera a Crema …

β€œPer la serie… π‘ π‘’π‘Ÿπ‘–π‘’ π‘€π‘’π‘ π‘‘π‘’π‘Ÿ πΆπ‘Ÿπ‘’π‘šπ‘Žπ‘ π‘β„Ž, a Crema abbiamo avuto due famosi aviatori: uno Γ¨ stato Francesco Agello, nato a Casalpusterlengo ma cremasco d’adozione, il cui record mondiale di velocitΓ  su idrovolanti conquistato nel 1934 resta ancora imbattuto dopo quasi cento anni; l’altro fu il conte Leonardo Bonzi, di cui ho giΓ  descritto le imprese aeree.
A questi due personaggi avrebbe potuto aggiungersene un terzo, il conte Luigi Tadini, personaggio un po’ bizzarro di cui ho giΓ  avuto modo di parlare in un post precedente. Di formazione illuminista, aveva un carattere fumantino, era orgoglioso e permaloso, oltre a possedere un ego smisurato che lo portΓ² spesso a fare figure barbine.
Affascinato dalle notizie del primo volo umano in mongolfiera effettuato a Parigi il 21 novembre 1783, dopo pochi mesi, nel gennaio 1784, volle replicare in Italia l’esperimento nel giardino del suo palazzo a Crema (l’odierna casa di riposo di via Placido Zurla) con l’aiuto di un certo Poli, lodigiano. Il conte Tadini allestΓ¬ l’evento dapprima senza equipaggio: β€œNel gennaio 1784 in tal mese si vidde per la prima volta a Crema a volare in aria certi palloni di carta ripieni di fummo”. CosΓ¬ riportava testualmente nelle sue cronache Giovan Battista Terni.
Sempre nel 1784, il conte Tadini tentΓ² di organizzare un nuovo e piΓΉ grande spettacolo di volo aerostatico, questa volta con equipaggio. Avuta notizia dello straordinario successo ottenuto dal conte Andreani che a Moncucco, frazione di Brugherio, nel marzo 1784 aveva effettuato il primo volo umano in mongolfiera in Italia, si recΓ² colΓ  con il fido Poli e prese le misure della mongolfiera per costruirne una uguale. Tuttavia, per risparmiare sui costi di realizzazione, decise di ridurre le dimensioni del pallone. Il tentativo si risolse in un clamoroso fallimento: il velivolo rimase tristemente a terra davanti a una folla di circa 30.000 spettatori inferociti.
Lapidario Γ¨ il giudizio del Terni sui due: β€œil lodigiano (Poli) riflette molto ed il Tadini nulla. Poli Γ¨ un asino e Tadini un somarone e sono sempre in contraddizione tra loro”. Insomma, siamo a livello di Stanlio ed Ollio.
Per sfuggire alla derisione dell’intera cittΓ , il conte Tadini, in compagnia del Poli, fuggΓ¬ letteralmente a Venezia dove i due si trattennero vari mesi. Non contenti dello smacco subito a Crema, replicarono l’esperimento in laguna con il medesimo catastrofico esito, insistendo ad utilizzare un aerostato di dimensioni ridotte e non avendo nessuna competenza tecnica in materia. Da qui una seconda fuga precipitosa da Venezia verso Crema, con la speranza che la cittadinanza nel frattempo avesse dimenticato l’accaduto.
Le notizie sono state tratte dal volume: β€œGiovan Battista Terni – Memorie (1759-1787)” a cura di Manuel Ottini, edito dalla SocietΓ  Storica Cremasca, una vera miniera di notizie ed aneddoti di quel periodo.
Sono comparsi in passato articoli sull’argomento con ricostruzioni diciamo piΓΉ fantasiose; basta leggere il volume per convincersi che nessun uomo si Γ¨ mai alzato in volo in mongolfiera nel 1784 a Crema”. CosΓ¬ ha postato via social Alberto Tuzza; ricercatore, storico ed esploratore…

stefano mauri

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