A quarant’anni dall’orcolat, il terremoto, abbiamo trovato un “fogolar” d’immenso affetto. Il racconto di un volontario che 40 anni fa era in Friuli

A quarant’anni dall’orcolat, il terremoto, abbiamo trovato un  “fogolar”  d’immenso affetto. Il racconto di un volontario che 40 anni fa era in Friuli

Sabato 7 e domenica 8  maggio 2016 in occasione del 40° anniversario dell’ “orcolat”,  terremoto  del Friuli del 1976, una ventina di volontari cremaschi del gruppo Sorriso hanno risposto all’invito rivolto loro dalla popolazione friulana e sono tornati a Mels accolti dall’affetto e dalla riconoscenza di chi pur a distanza di tanti anni  “non ha dimenticato il bene ricevuto”. Il parroco, l’ amministrazione e soprattutto la gente di Mels si sono prodigati con generosità nel garantire ospitalità ai “ volontari” giunti dal Bergamasco, Bolognese, Bresciano, da Roma, dalla Svizzera e dal Cremasco.

I contatti diretti con la gente, soprattutto con le famiglie ed un fitto programma di iniziative ha consentito al gruppo di conoscere la realtà di un Friuli ricostruito nelle sue strutture ma soprattutto nel suo tessuto sociale e religioso.  “Prima i luoghi di lavoro, poi le case e per ultimo le chiese” sentivamo ripetere allora anche dal parroco D.Ermacora che ci ospitava  in canonica e si prodigava per la sua gente. Ora abbiamo visto con gioia veramente tutto realizzato. Abbiamo ritrovato persone che allora erano padri e madri di famiglia disorientati, privati delle loro  case, i “fogolar”, e in alcuni casi, provati anche negli affetti.

Oggi, a 40 anni da quel tragico evento, essi conservano memoria viva dei fatti, trasmettono ai loro figli i sentimenti di gratitudine  per le persone che, a volte con poca esperienza ma tanto spirito di servizio, accorsero da lontano per dare loro un aiuto nel lavoro dei campi, delle stalle e nella ristrutturazione  delle case.

Abbiamo incontrato quelli che allora erano giovani o addirittura bambini spaventati  e che oggi sono persone mature in grado di trasmettere ai loro figli e alle future generazioni la testimonianza di quei tristi momenti: la vita nelle tende e poi nei piccoli prefabbricati durante i rigidi inverni e il lavoro di ricostruzione con la presenza di tanti amici che hanno mostrato loro il volto della solidarietà….della Misericordia di Dio.

Sabato pomeriggio dopo il momento conviviale del pranzo comunitario offerto ai Volontari, abbiamo visitato le chiese sparse nelle frazioni, anch’esse ristrutturate e restituite al culto dopo la ricostruzione delle fabbriche, delle stalle e delle case. In serata, il concerto della banda e del coro locale, in nostro onore ci ha commossi.

Domenica al termine della S.Messa, c’è stata la consegna di un segno di riconoscimento ai rappresentanti dei vari gruppi di Volontari. Quando è toccato al nostro gruppo, un membro del Consiglio Comunale di Crema ha ricambiato a nome del Sindaco con un nostro segno per ricordare anche la presenza di personale specializzato inviato dal nostro Comune nei primi tempi per interventi urgenti e di giovani cremaschi che si trovavano per il servizio militare nei luoghi colpiti e intervenuti nelle fasi dei primi soccorsi.

Nella S. Messa s’è fatto memoria anche di alcuni nostri volontari defunti ma ricordati ancora con tanto affetto e gratitudine da molte famiglie nella quali avevano lavorato. Il parroco ha ringraziato per il prezioso aiuto dato dai tantissimi volontari, sottolineando che con la loro presenza ed operosa solidarietà hanno rincorato la gente, infuso speranza soprattutto quando questa era stata messa in forte crisi.

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Noi abbiamo ricordato una frase dell’indimenticabile vescovo di Udine monsignor Alfredo Battisti dopo le più devastanti scosse del settembre ’76 quando si era già avviata la ricostruzione: “Il terremoto del 6 maggio ha demolito il Friuli, quello di settembre  ha demolito i friulani. Il primo ha distrutto le case, il secondo sembra aver intaccato anche la speranza”. Noi però, quando siamo arrivati nel luglio del ’77, abbiamo trovato gli abitanti di Mels già riarmati di volontà, coraggio, tenacia e ci hanno dato una grande lezione di vita che adesso scopriamo ancor più grande.

A distanza di 40 anni dai tragici eventi  quel  “sembra” del vescovo Battisti, che al tempo esprimeva una forte e motivata preoccupazione per il futuro, è stato smentito dai fatti. L’ attaccamento a quella terra che nei tristi giorni di spaventose scosse, sembrava diventata nemica, un pericolo da abbandonare, ha prevalso sulla disperazione:  non solo la gente è rimasta in quei luoghi, ma ha saputo reagire e ricominciare a ricostruire quello che sembrava perduto per sempre.

Siamo tornati a casa soddisfatti di aver rivisto tante  persone care,  gioiose di poterci incontrare, ma soprattutto serene, in luoghi messi di nuovo in ordine, conservati nella loro bellezza originale, un tessuto sociale rinnovato e vivo, proiettato nel futuro. Forte è stata la sensazione di aver contribuito ad aiutare i friulani, provati dagli eventi, a ritrovare coraggio, a conservare  la “speranza” e a trasmetterla ai loro figli. Ma ci siamo ricordati e resi maggiormente conto di avere ricevuto, in cambio di quel poco (a confronto) che abbiamo potuto dare, una grande lezione di vita ed una spinta per continuare il nostro impegno laddove negli anni successivi è stato richiesto.

Un particolare curioso: ritornando a MELS, qualcuno di noi è stato colpito dal bellissimo  paesaggio sul cui sfondo spiccano maestose montagne mai notate in quegli anni!….. C’erano senza dubbio anche allora , ma i nostri occhi erano forse fissi solo sulle case da ricostruire e le persone d’aiutare. Mandi,

mandi..

            Un volontario

 

Al rientro da Mels, il gruppo si è dato appuntamento per mercoledì  25 maggio, alle ore 21 presso  l’oratorio della parrocchia della SS. Trinità  al n.104 di via XX Settembre di Crema, per uno scambio di foto e di impressioni sull’incontro del quarantesimo e invita tutti gli amici che non hanno potuto partecipare alla rimpatriata a cogliere l’occasione per ritrovarsi anche loro.

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