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Un riff blues conturbante apre “Benzodiazepine”, il nuovo singolo degli After Midnight 00.01, e prepara il terreno a una voce che sembra aver perso ogni punto di riferimento. La linea vocale sale fino alla vetta, si sporge nel vuoto e precipita, come un carrello sulle montagne russe che non concede al passeggero il tempo di capire cosa lo aspetta. Le note riproducono così lo stesso sbandamento raccontato dal brano: un continuo cambio di quota per chi non riesce più a distinguere il confine fra immaginazione e sogno.
“Benzodiazepine” racconta il delirio provocato dalla privazione del sonno, quando il dolore impedisce di riposare e la coscienza rimane accesa, incapace però di governare ciò che accade nella mente. Da settimane rabbia, paura e disperazione si rincorrono senza concedere tregua, fino a presentarsi ogni sera, puntuali alle sette, per riprendersi tutto lo spazio disponibile. Il corpo diventa estraneo, persino le mani sembrano appartenere a qualcun altro, mentre le lacrime non accennano a fermarsi.
In questo circuito, le benzodiazepine promettono una pausa: nove minuti di fila in cui il rumore può finalmente interrompersi, prima che la giostra riparta da capo. Non c’è una vera via d’uscita in quell’intervallo, soltanto il sollievo provvisorio di chi è arrivato al limite e vorrebbe smettere di combattere. Quando anche il riposo diventa irraggiungibile, resta un desiderio essenziale, quasi disarmante nella sua semplicità: essere stretti in un abbraccio, sentire qualcuno vicino, trovare un modo perché tutto questo finisca.
Gli After Midnight 00.01 affidano alla voce il compito di attraversare questo precipizio emotivo, seguendone gli scarti e le accelerazioni. Le montagne russe di “Benzodiazepine” non portano verso un traguardo: girano dentro una notte che sembra non finire mai, alla ricerca di una tregua abbastanza lunga da poter tornare a respirare.
“Benzodiazepine” è contenuta nell’album “After Midnight 00:01”.
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