Beppe Torresani, Decano dei giornalisti cremaschi, ricorda il nipote Marcello, volato in cielo troppo presto

Beppe Torresani, Decano dei giornalisti cremaschi, ricorda il nipote Marcello, volato in cielo troppo presto

Diletto nipote, ti scrivo oggi – in die trigesimo – per ricordare la tua dipartita, addì 7 marzo u.s.. Due giorni dopo un funerale inimmaginabile, strabiliante. Mai vista tanta gente in chiesa e fuori, lungo le due vie laterali. Davvero una marea di persone. A sollecitarle la morte di te ventiseienne. Anche la stampa cremasca e cremonese ha evidenziato la particolare tristezza di tale notizia. In primis la ragguardevole e generosa partecipazione dei parrocchiani dell’Unità Pastorale di San Giacomo e San Bartolomeo. Poi mi ha impressionato il gruppo dei giovani, forse tuoi coetanei, composti pur in un momento di tensione emotiva. Non sono mancati i miei più cari amici e diversi conoscenti. Io non li ho incontrati, né avvicinati, né salutati. Qui oggi ne approfitto rimediando stringendoli tutti forte forte in un collettivo abbraccio virtuale, nel segno di una calorosa riconoscenza. Quanto alla Santa Messa, concelebrata da Don Luciano, Don Alberto, Don Lorenzo, Don Federico e Don Adamo e presieduta da Don Michele la cui omelia magistrale ha coinvolto l’assemblea. È impossibile riassumerla o estrapolare qualche frase, perché interamente bellissima. È un cimelio o un prezioso souvenir. La celebrazione liturgica è stata accompagnata dai cantori appartenenti alla “Papa Giovanni”. Tuo papà Pier e tua mamma Roberta (meravigliosi) e tutti noi siamo stati colpiti da un immenso dolore che, umanamente, niente e nessuno potrà toglierci dal cuore e dalla mente. Però simili ammissioni illuminanti della fede e la testimonianza di affetti comunitari danno qualche conforto. Marcello carissimo, avrai notato che la presente missiva a te indirizzata è un pretesto per dimostrare a quanti ti hanno voluto bene come sei stato nella tua breve esistenza terrena: buono, bravo e…bello! In vita l’ultimo aggettivo non te l’ho mai detto per non allargarci troppo. Ora li uso tutti e tre perché li meriti. Soprattutto nell’ultima fase sei stato ammirevole, quasi sfidando la leucemia. Fin dall’inizio, a 18 anni, tenace e puntiglioso sei riuscito ad ottenere la maturità liceale. Quindi, durante il decorso della micidiale malattia, tra speranze e ricadute, ti sei iscritto all’Università di Bergamo per passare ogni esame fino a conseguire la laurea in lettere moderne il 31 ottobre 2023. Ce l’hai fatta. Sei prof. Tu, dimostrando i tuoi migliori sentimenti e una grande sensibilità, avevi deciso di fare l’insegnante di sostegno per aiutare i ragazzi più fragili. Invece Dio ti ha insediato su una “cattedra” eterna nell’infinito dei cieli. Bacio ogni giorno la tua foto con l’alloro in testa. Ciao e arrivederci. Quando? Non si sa. Di certo prima o poi, deciderà Lui. Intanto tu guarda spesso quaggiù per sentirci più vicini. Grazie.

Nonno Beppe (Beppe Torresani è il grande Decano dei giornalisti cremaschi) e nonna Augusta, che ti ha sempre adorato.

 

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