Caffè Letterario, il 22 novembre arriva Roberto Pazzi

Caffè Letterario, il 22 novembre arriva Roberto Pazzi

Caffè Letterario di Crema. Lunedì 22 novembre in sala Bottesini
Dalle ore 20,45, ingresso libero (con Green pass)

NELL’ULTIMO ROMANZO DI ROBERTO PAZZI

DIO SI FA UOMO PER SALVARE UN MONDO INQUIETO

Lo scrittore ferrarese presenta il suo romanzo “Hotel Padreterno”
Conversazione con il giornalista Riccardo Maruti
accompagnamento musicale di Chiara Marinoni e Roberto Bacchio

Dio si fa uomo, scende a Roma e scopre l’amore, i piaceri della vita, la malattia, la suggestione della morte. Duemila anni dopo aver mandato suo Figlio, decide che ora tocca a lui, e arriva sulla Terra con una missione precisa: fare tornare agli uomini la viglia di avere figli. E’, in estrema sintesi, la trama di “Hotel Padreterno”, il nuovo romanzo nel quale lo scrittore Roberto Pazzi affronta, tra umano e divino, il senso della vita e quello della morte, affrontati con forza visionaria e con una capacità ironica del tutto originale. Lo scrittore ne parlerà al Caffè Letterario di Crema.

L’appuntamento è per lunedì 22 novembre alla sala Bottesini del teatro San Domenico di Crema, con inizio alle 20,45 e ingresso libero fino a esaurimento dei posti (per entrare è necessario esibire il Green pass). L’autore converserà con il giornalista Riccardo Maruti e, come da tradizione è previsto l’accompagna,mento musicale di due giovani talenti cremaschi: Chiara Marinoni e Matteo Bacchio.

Come per tutte le manifestazioni del Caffè Letterario, anche questa è stata resa possibile dal contributo delle aziende che sostengono l’associazione culturale: Associazione Popolare di Crema per il territorio, Banca Cremasca e Mantovana, Sparkasse, Comitato Soci Coop di Crema, libreria La Storia di Crema, il quotidiano La Provincia di Cremona e Crema, Teicos di Pandino e, naturalmente, la Fondazione San Domenico che ospita gli appuntamenti.

“Mi vorrebbero da tutte le parti, pur con nomi diversi”. Pensa a questo il protagonista di ‘Hotel Padreterno’ che si chiama per l’appunto Giovanni Eterno: se è vero che nel nome c’è il destino di un uomo, e in questo caso di tutti gli uomini, quel signore di una certa età che si aggira in un’Italia egoista e in crisi demografica non può che essere Dio. Ha scelto di compiere un viaggio fra il divino e l’umano Roberto Pazzi col suo ultimo romanzo, in cui grazie alla magistrale forza visionaria riesce a calare la divinità nei limiti di un’umanità però proiettata verso l’infinito. Eterno, giunto quaggiù, scopre un mondo “inquieto” e tenta coi suoi miracoli, mai abbastanza, di porre rimedio a una realtà spesso impossibile da accettare. “Sono partito dal dato inquietante dell’inverno demografico nel nostro Paese – spiega lo scrittore – e dalla mancanza di proiezione in avanti della società, l’egoismo, il bisogno di vivere per essere invidiati e di non pensare mai a chi verrà dopo, e quindi ai figli”. Nel libro l’attrazione per la dimensione terrena diventa sempre più irresistibile per Eterno, come una forza di gravità. Sullo sfondo della sua città – non poteva che essere Roma – salva un bambino di nome Davide guarendolo da una malattia mortale. Il prodigio è compiuto, ne arriveranno altri, ma più aiuta gli uomini più si fonde e confonde con loro. Mentre si moltiplicano i confronti, anche litigiosi, col Figlio, di persona, al cellulare, come farebbero un padre e un figlio qualsiasi. Lui sì che sa, è già passato da questa esperienza, sa dove porta ma ha comunque percorso quella strada diventata calvario. Giovanni poi si innamora di Anna, la madre del bambino guarito. E nell’amore si perde, come farebbe l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, anch’egli ferrarese come Pazzi. “Lui che è Dio non ha mai provato la dimensione del tempo – continua l’autore – il divino ha bisogno dell’umano. Ed ecco che un Dio sempre ritenuto astratto e lontano ora invece passa attraverso un abbassamento del proprio tasso di assoluto per poter condividere uno sguardo attraverso la finestra dei sensi”.
La malattia, il Parkinson, fa il resto, il protagonista non è più solo fragile ma anche mortale e per quello meravigliosamente unico. Amore e morte sono inscindibili, si può comprendere la forza immensa del primo solo perché esiste la seconda, nella fine del sentimento più grande si riverbera il suo infinito.
Pazzi, poeta, narratore e giornalista, classe 1946, si conferma così tra i più originali e visionari scrittori italiani. Le sue opere sono tradotte in ventisei lingue e, sin dall’esordio col fortunato ”Cercando l’imperatore” del 1985, ha portato avanti una ricerca letteraria coerente ma aperta al cambiamento, senza mai piegarsi alle mode editoriali del momento. ‘Hotel Padreterno’ è un libro coraggioso, si apre alla società, rompe col tabù contemporaneo della morte, sprona alla vita, alla procreazione, insegue la scintilla di eternità che, come ricorda il titolo, alberga in ognuno di noi.

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