Cosa ci dice sul futuro degli equilibri a Crema l’endorsement della Bonaldi a Pisapia

Cosa ci dice sul futuro degli equilibri a Crema l’endorsement della Bonaldi a Pisapia

Niente non si è ancora dimesso del tutto che Renzi anche a Crema è già archiviato. No, non esageriamo. Però è interessante che oggi esca questo nuovo progetto del Pisapia. Titolo di Repubblica: Pronto ad unire la sinistra fuori da Pd. Arriva puntuale la condivisione su Facebook del sindaco Stefania Bonaldi, che sarà quel che sarà ma ha dimostrato di vederci bene sul panorama nazionale, prima a renzizzarsi al momento giusto (solo un attimo prima che fosse il carro del vincitore), brava a derenzizzarsi quando sembrava che Mettiù fosse inossidabile.

La Stefy scrive: Bravo Pisapia, il modello Milano (che anche a Crema continuiamo ad applicare per le Amministrative) è una prospettiva seria e credibile per questo paese.

Mhm, che si intende per modello Milano? Tanto andiamo con calma. Chi cade dalle nuvole oggi alla sortita dell’ex sindaco di Milano forse non aveva letto bene i giornali nei giorni scorsi. Renzi era già belle che pronto alla sconfitta e aveva gia pressato per la nascita di questa cosa. Il 23 novembre scorso ne dava adito La Stampa, leggi QUI, il nome Modello Milano lo aveva sfoderato proprio lui il Renzi. L’articolo su citato diceva:

Lo schema è antico e semplice: una lista Pd, una cattolica di centro e una di «sinistra di governo», molto caratterizzata dalla presenza di sindaci legati all’esperienza del cosiddetto «movimento arancione». Giuliano Pisapia sarebbe pronto a capeggiarla e Massimo Zedda a sostenerla. L’interrogativo – non da poco – riguarda Laura Boldrini, presidente della Camera, figura assai rappresentativa nel mondo della nuova sinistra ma ancora dubbiosa e indecisa.

Insomma Renzi per rientrare in gioco starebbe guardando alla sinistra sinistra, quella Arancione che portò Pisapia alla guida di Milano? E la Stefy con questo post fa sapere che a Crema questa alleanza la si poterà avanti per le amministrative del 2017. Quindi che Si/Sel (o come si chiama il mercoledì) rimarrà con il Pd cremasco (nonostante la visione discrepane al Referendum) si sapeva. Ma a chi altro si rivolge la Bonaldi? I soliti rifondaroli che paiono l’ago della bilancia come il Psi di Bettino? Può essere.

Di certo il sindaco ha le orecchie rizzate su questa news del giorno, che come abbiamo visto tanto news non è. Infatti Pisapia sembrerebbe interessato ad una allenanza col Pd a fatto che molli gli Alfano e i Verdini e guardi un po’ più a sinistra. Lo racconta neell’intervista rilascata a La Repubblica.

“Quindi serve un’alleanza aperta, diamole un nome: Campo Progressista, che riunisca le forze di sinistra in grado di assumersi una responsabilità di governo. Non per motivi di potere ma per fare le cose di sinistra. Intendiamoci: anche questo governo ha fatto cose di sinistra, penso alle unioni civili, ma ha dovuto fare anche altre cose che nascevano dalla necessità di arrivare a un compromesso con un partito di centro-destra. Questo non va più bene”.

E alla domanda diretta sul dentro o fuori di Sel/Si:

“Noi ci rivolgiamo alle forze organizzate a livello locale. Poi l’appuntamento di Roma è organizzato da una parte della sinistra che viene da Sel e da Sinistra Italiana. Non verranno quelli che ritengono il Pd un partito geneticamente modificato e non ritengono possibile nessuna alleanza. Io rispetto la loro posizione, ma noi vogliamo dare voce alla grande richiesta di unità del centrosinistra che ho sentito girando per l’Italia. E riuscire a parlare ai tanti disillusi che non sono più andati a votare, o hanno votato turandosi il naso. Dobbiamo restituire l’entusiasmo di fare politica agli italiani di sinistra che l’hanno perso”.

Occhio quindi all’endorsement della Bonaldi a Pisapia. E’ decisamente il primo passo verso la formazione della coalizione che andrà alle amministrative del 2017. Quelle che, come dicevamo ieri, rischia di vincere senza se e ma perchè mentre gli altri non hanno ancora chiaro neppure il nome del candidato qui c’è candidato e anche coalizione.

Emanuele Mandelli

 

 

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