Crema Caput Mundi? Sì grazie a Chiamami col tuo nome. Aspettando la tesi di laurea su Peach Town, ecco il party anni Ottanta sulle tracce di Elio e Oliver

Crema Caput Mundi? Sì grazie a Chiamami col tuo nome. Aspettando la tesi di laurea su Peach Town, ecco il party anni Ottanta sulle tracce di Elio e Oliver

“Ciao amici Arianna Avalle sta facendo la sua tesi di dottorato in una università del Texas sul turismo a Crema legato al film Call me by your name.  Se volete aiutatela compilando il questionario anonimo scaricando il Qrcode. Grazie per la collaborazione. Da Peach Town è tutto”.

Per carità, i Tortelli Cremaschi, nella versione (tra l’altro la migliore secondo gourmet, addetti ai lavori e appassionati), di Moscazzano, (chissà che simpatica rabbia per Agostino Alloni, “Ambasciatore” della varietà pianenghese di Pianengo) nel filmone “Call me by your name”, beh con una scena ad hoc sono menzionati, ripresi e attenzionati. Ma grazie al film in oggetto, Crema, udite, udite è oggi famosa, soprattutto, per un frutto. E a testimonianza di questa, emblematico è l’inizio di questo pezzo, laddove nella fattispecie, pure in un post della Pro Loco cittadina, la capitale del Granducato del Tortello è (appunto) definita “Peach Town”. Già in una famosa scena del di Luca Guadagnino, “Chiamami col tuo nome”, Oliver, il personaggio interpretato da Armie Hammer si trova nella stanza con Elio (il giovane Timothée Chalamet) e lo guarda, estasiato, mentre giochicchia rapito, con una pesca. La scena è una delle più chiacchierate del film che ha acceso d’entusiasmo gli Stati Uniti e l’intero globo terrestre, ed è un’immagine forte, sensuale, erotica che rappresenta l’apice dell’innamoramento dell’adolescente Elio, che in una calda estate agreste nella Bassa Cremasca in provincia di Cremona, scopre e vive che l’amore non ha colore, confini e orizzonti.

A differenza di quanto accade nel romanzo di André Aciman, da cui il film è tratto, la pesca rimane a fine inquadratura,  abbandonata a se stessa …dopo tanta attenzione, ma ormai è entrata nella storia creando movimenti e circoli speciali tutti riconducibili, a Crema e nel Cremasco, fetta di pianura padana tra afa, umidità, zanzare, smog, arte, storia, multinazionali, cosmesi, agricoltura, natura e tante altre belle cose, appunto diventata, con Call me by your name, udite, udite … meta turistica internazionale e “Peach Town”.

Prima o poi Chiamami col tuo nome avrà un seguito, una continuazione in altri lidi però, ma ormai il Granducato del Tortello, per un lungometraggio d’autore che parla d’amore e territorio è località di mondo, alla faccia del suo storico provincialismo. E laddove non bastò, nelle ambasciate internazionali, il Tortello Cremasco, piatto tipico ancora poco conosciuto all’estero, mah forse, quindi, riuscì una pesca cinematografica, no?

Ah: sabato sera, con le atmosfere “Anni 80” di CMBYN (acronimo che identifica il filmone del Guadagnino), si balla e si fa festa al “Circolo Arci di San Bernardino”, vale a dire nella balera del Baby Garden, con inizio alle 19. E tutto. Pesche e albicocche (per par condicio?) sarà improntato sulle tracce di Elio e Oliver. E come avete letto nella ouverture, Crema è internazionale e fa tendenza a scuola, che “Quelli delle Pesche” sono riusciti a riportare in auge persino i mistici fontanili, in particolare l’oasi naturale, da salvaguardare, “Quarantina” di Farinate, il Borgo dei Tortelli Eretici del Granducato del Tortello, ehm … della Pesche, nonché frazione di Capralba.

stefano mauri

 

 

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